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cecina sport
Scoppia la pace tra le giovanili
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Una partita delle giovanili del Cecina e, sotto, una del PalazzaccioDopo un anno di polemiche, tensioni e problemi di ogni sorta, sembra aprirsi uno spiraglio nella assurda guerra fredda che ha contrapposto le due principali società di calcio cecinesi: l'Asd Cecina e la Polisportiva Palazzaccio. La notizia è che dopo una stagione di lotta all'ultimo sangue i due sodalizi sono tornati a incontrarsi e a parlarsi.
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CECINA. Dopo un anno di polemiche, tensioni e problemi di ogni sorta, sembra aprirsi uno spiraglio nella assurda guerra fredda che ha contrapposto le due principali società di calcio cecinesi: l'Asd Cecina e la Polisportiva Palazzaccio. La notizia è che dopo una stagione di lotta all'ultimo sangue i due sodalizi sono tornati a incontrarsi e a parlarsi.
Un anno di lotte iniziato con l'accordo di collaborazione firmato a luglio e stracciato dopo pochi giorni da entrambi i sodalizi.
Alla fine le due società si devono essere accorte che questo scontro non è servito a nessuno e ha danneggiato in primis i tesserati, non ha permesso una crescita basata sulla qualità dei giovani ma solo sui numeri e ha rischiato per questa "caccia al tesserato" di stritolare altri settori giovanili come il Palazzi e il Bibbona, mentre discorso a parte riguarda le società di Rosignano, ovvero Sei Rose e Vada.
E una spiegazione le due società la dovrebbero dare sui motivi che hanno portato alla rottura di un anno fa. Come degli errori commessi. Ce ne sono stati da entrambe le parti.
In primis da parte del Cecina che, forte del nome e della tradizione che porta i suoi gloriosi colori, pensava di poter gestire un intero settore giovanile improvvisando ogni decisione.
Ne è venuta fuori una strana gestione chiusa completamente alla collaborazione, che ha fatto terra bruciata intorno al sodalizio rossoblù. Trovatasi con l'acqua alla gola, e non solo per i noti problemi economici, e dopo aver costretto alle dimissioni la storica segretaria, la dirigenza è tornata sui suoi passi. Prima contattando personaggi che nel mondo del calcio hanno esperienza (e pochi mesi prima troppo frettolosamente allontanati o lasciati partire) e poi tornando ad allacciare rapporti proprio con la Polisportiva Palazzaccio, così duramente attaccata pochi mesi fa.
Sul fronte gialloverde, da sempre settore giovanile dove la qualità l'ha fatta da padrona sulla quantità, c'è stata la necessità di adeguarsi a questo scontro di tesserati. Non sono andate benissimo le categorie dove proprio il Palazzaccio, almeno fino ai tempi dell'accordo col Cecina, non operava: ovvero negli allievi.
E il Palazzaccio, suo malgrado, a certi livelli doveva fare i conti proprio con la gloria e il fascino che, raggiunto una certa categoria, il Cecina ha sui ragazzini e sui genitori con certe ambizioni. Una questione sottovalutata per un anno ma riemersa proprio in questi caldi mesi estivi.
Il Palazzaccio, però, ha gestito bene le sue risorse grazie ad un'ottima (e rinomata) organizzazione, potendo concentrarsi solamente sul settore giovanile a differenza del Cecina.
Il sodalizio rossoblù, prima di parlare della stagione 2009-2010, dovrebbe chiudere il capitolo precedente. Un segnale da lanciare per ripartire veramente da zero e programmare insieme al Palazzaccio e agli altri settori giovanili le future stagioni.
Un anno di lotte iniziato con l'accordo di collaborazione firmato a luglio e stracciato dopo pochi giorni da entrambi i sodalizi.
Alla fine le due società si devono essere accorte che questo scontro non è servito a nessuno e ha danneggiato in primis i tesserati, non ha permesso una crescita basata sulla qualità dei giovani ma solo sui numeri e ha rischiato per questa "caccia al tesserato" di stritolare altri settori giovanili come il Palazzi e il Bibbona, mentre discorso a parte riguarda le società di Rosignano, ovvero Sei Rose e Vada.
E una spiegazione le due società la dovrebbero dare sui motivi che hanno portato alla rottura di un anno fa. Come degli errori commessi. Ce ne sono stati da entrambe le parti.
In primis da parte del Cecina che, forte del nome e della tradizione che porta i suoi gloriosi colori, pensava di poter gestire un intero settore giovanile improvvisando ogni decisione.
Ne è venuta fuori una strana gestione chiusa completamente alla collaborazione, che ha fatto terra bruciata intorno al sodalizio rossoblù. Trovatasi con l'acqua alla gola, e non solo per i noti problemi economici, e dopo aver costretto alle dimissioni la storica segretaria, la dirigenza è tornata sui suoi passi. Prima contattando personaggi che nel mondo del calcio hanno esperienza (e pochi mesi prima troppo frettolosamente allontanati o lasciati partire) e poi tornando ad allacciare rapporti proprio con la Polisportiva Palazzaccio, così duramente attaccata pochi mesi fa.
Sul fronte gialloverde, da sempre settore giovanile dove la qualità l'ha fatta da padrona sulla quantità, c'è stata la necessità di adeguarsi a questo scontro di tesserati. Non sono andate benissimo le categorie dove proprio il Palazzaccio, almeno fino ai tempi dell'accordo col Cecina, non operava: ovvero negli allievi.
E il Palazzaccio, suo malgrado, a certi livelli doveva fare i conti proprio con la gloria e il fascino che, raggiunto una certa categoria, il Cecina ha sui ragazzini e sui genitori con certe ambizioni. Una questione sottovalutata per un anno ma riemersa proprio in questi caldi mesi estivi.
Il Palazzaccio, però, ha gestito bene le sue risorse grazie ad un'ottima (e rinomata) organizzazione, potendo concentrarsi solamente sul settore giovanile a differenza del Cecina.
Il sodalizio rossoblù, prima di parlare della stagione 2009-2010, dovrebbe chiudere il capitolo precedente. Un segnale da lanciare per ripartire veramente da zero e programmare insieme al Palazzaccio e agli altri settori giovanili le future stagioni.
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