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In Nazionale U-20 sognando Ronaldo
Michele Falorni
I suoi miti sono George Best e Cristiano Ronaldo, ali baciate dal talento capaci di scrivere un capitolo di storia del Manchester United. Mentre li studia in dvd, Mirko Bigazzi segna e sogna: confermato dalla Carrarese, bazzicherà anche nel 2009/10 la 2ª Divisione, per merito dei 5 gol segnati l'anno scorso che, udite udite, lo hanno spinto in nazionale U-20. L'ex serie C-2 non è uno scherzo, ma il protagonista di questa storia, esterno di centrocampo dal destro potente, ha scelto il calcio come professione e spera, un giorno, di vestire la maglia della Juventus.
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CECINA. I suoi miti sono George Best e Cristiano Ronaldo, ali baciate dal talento capaci di scrivere un capitolo di storia del Manchester United. Mentre li studia in dvd, Mirko Bigazzi segna e sogna: confermato dalla Carrarese, bazzicherà anche nel 2009/10 la 2ª Divisione, per merito dei 5 gol segnati l'anno scorso che, udite udite, lo hanno spinto in nazionale U-20. L'ex serie C-2 non è uno scherzo, ma il protagonista di questa storia, esterno di centrocampo dal destro potente, ha scelto il calcio come professione e spera, un giorno, di vestire la maglia della Juventus.
«Sono contento - dice - perché a Carrara mi trovo bene. Il mio cartellino è per metà del Livorno, società che ringrazio per le occasioni che mi ha offerto. La prima esperienza nei pro, chiusa a primavera, mi ha insegnato tanto. Certo, voglio diventare un giocatore vero e, non lo nascondo, mi piacerebbe partecipare alla Champions League. Vedremo». A gestire Mirko, nato il 3 aprile 1989, è la "Dadà sport management", nata quest'anno a Cecina, i cui titolari sono Enrico Papadopulo e gli avvocati Saverio Dal Canto e Claudio Parlato.
Bigazzi, sbarcato alla Carrarese allenata da Aldo Firicano, ha chiuso il campionato con Rino Lavezzini in panchina, subentrato in corsa e pronto a dargli fiducia. Mirko lo ha ricompensato con reti e assist che hanno permesso alla squadra di scalare la classifica. A giugno, l'ultima soddisfazione prima delle vacanze, con la vittoria del torneo "Dossena" al quale ha preso parte con la nazionale U-20 allenata da Giorgio Veneri. A Crema ha sempre giocato da ala pura e con i compagni ha dominato la finale, superando gli Usa per 4-0.
«Quando ho sentito l'inno mi sono venuti i brividi. Io sul prato con la casacca azzurra e, 90 minuti dopo, a festeggiare negli spogliatoi. E insieme a Davide Bariti (classe 1991, ndc) sono stato premiato quale miglior giocatore U-20. Il massimo. Ora il capitolo è chiuso: lunedì inizieremo la preparazione precampionato e, la settimana dopo, andremo in ritiro in montagna. La società vorrebbe i playoff e noi ci impegneremo per raggiungerli. Non ci manca l'entusiasmo».
In casa, Bigazzi ha una parete piena di trofei, conquistati fin dagli anni delle giovanili. Mamma Nada e la sorella Chiara gli ripetono ogni giorno che per vincere serve umiltà. Un concetto caro anche a babbo Renato, con cui Mirko parla di tattica e di tennis, l'altra passione.
«Sono contento - dice - perché a Carrara mi trovo bene. Il mio cartellino è per metà del Livorno, società che ringrazio per le occasioni che mi ha offerto. La prima esperienza nei pro, chiusa a primavera, mi ha insegnato tanto. Certo, voglio diventare un giocatore vero e, non lo nascondo, mi piacerebbe partecipare alla Champions League. Vedremo». A gestire Mirko, nato il 3 aprile 1989, è la "Dadà sport management", nata quest'anno a Cecina, i cui titolari sono Enrico Papadopulo e gli avvocati Saverio Dal Canto e Claudio Parlato.
Bigazzi, sbarcato alla Carrarese allenata da Aldo Firicano, ha chiuso il campionato con Rino Lavezzini in panchina, subentrato in corsa e pronto a dargli fiducia. Mirko lo ha ricompensato con reti e assist che hanno permesso alla squadra di scalare la classifica. A giugno, l'ultima soddisfazione prima delle vacanze, con la vittoria del torneo "Dossena" al quale ha preso parte con la nazionale U-20 allenata da Giorgio Veneri. A Crema ha sempre giocato da ala pura e con i compagni ha dominato la finale, superando gli Usa per 4-0.
«Quando ho sentito l'inno mi sono venuti i brividi. Io sul prato con la casacca azzurra e, 90 minuti dopo, a festeggiare negli spogliatoi. E insieme a Davide Bariti (classe 1991, ndc) sono stato premiato quale miglior giocatore U-20. Il massimo. Ora il capitolo è chiuso: lunedì inizieremo la preparazione precampionato e, la settimana dopo, andremo in ritiro in montagna. La società vorrebbe i playoff e noi ci impegneremo per raggiungerli. Non ci manca l'entusiasmo».
In casa, Bigazzi ha una parete piena di trofei, conquistati fin dagli anni delle giovanili. Mamma Nada e la sorella Chiara gli ripetono ogni giorno che per vincere serve umiltà. Un concetto caro anche a babbo Renato, con cui Mirko parla di tattica e di tennis, l'altra passione.
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