Sicurezza
Cecina
Il Palazzi si affida alle bandiere
Fabrizio Cavallini
Il Palazzi in Prima categoria lo guiderà Paolo Marchi. A Massimo Sarzanini la conduzione degli Juniores.
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CECINA. Il Palazzi in Prima categoria lo guiderà Paolo Marchi. A Massimo Sarzanini la conduzione degli Juniores. Ex giocatori, molto stimati e conosciuti sia per la loro longevità agonistica che per le qualità tecniche e morali. E due bandiere del club gialloverde palazzetano.
Dopo i primi calci nel Rosignano, Marchi a 14 anni lo prese il Milan. Una stagione in rossonero coi Giovanissimi, poi di nuovo in biancoblù fino a esordire a 16 anni in serie D, dove lo chiamò l'allenatore rosignanese Mario Bulli. Diciottenne, il forte attaccante approdò a Forte dei Marmi (all. Marracci) per poi rientrare a Rosignano. Fu quindi la volta di Perignano, dove rimase otto anni vincendo la Promozione ed ebbe come tecnici Neri e Tognarelli. Da lì passò a San Gimignano (Eccellenza) e fu uno dei suoi anni migliori, dai bei ricordi, non solo per i 14 gol siglati o per il torneo vinto in anticipo. Seguirono Montecalvoli (Maneschi) e Cecina (Lazzerini) in Eccellenza e Collesalvetti (Citi) in Promozione. Il lavoro limitava il tempo per giocare e lui accettò volentieri la chiamata del Palazzi, dove è rimasto a lungo con mister Caroti fino alla stagione appena conclusa vincendo anche un campionato di Seconda.
«A Palazzi - dice Marchi - l'ambiente è molto familiare e tranquillo. Ti senti veramente a casa». Tra i suoi ricordi più belli quando lo prese il Milan facendolo sostare nel proprio centro di Follonica (era in squadra con Mannari); ma giocò anche a Milanello, dove nella stessa categoria dei Giovanissimi c'era Maldini, di un anno più grande, ai tempi in cui Baresi era già un pilastro in serie A. «È stata una bella esperienza, che ricordi bene anche perché avvenuta in età adolescenziale». Ma «pure a livello di prima squadra quando vinci i campionati sono sempre belle annate».
Altra parentesi quella di San Gimignano in D, dove venne peraltro premiato come miglior goleador della Valdera.
Nei dilettanti Paolo Marchi ha segnato più di 200 gol. Nel 2008, mentre giocava, prese il patentino di allenatore. Ora, a quarant'anni, ha deciso di smettere di dar calci al pallone. «È venuta la proposta del Palazzi e sono contento. Anche se pensare di smettere sembra un po' strano per me che gioco da quando avevo cinque anni. Ma prima o poi doveva succedere. Ora c'è quest'altra scommessa, vediamo un po' come va».
Con l'ex compagno di squadra si prospetta una buona collaborazione: «Per l'obbligo di avere giovani in formazione, possedere un settore giovanile discreto è importante. E avere vicino Massimo, con cui ho giocato assieme per tanto tempo, è gratificante».
Massimo Sarzanini le scarpette al chiodo le ha appese tre anni fa, quando ha fatto il corso di allenatore. Il Palazzi lo scelse come tecnico Juniores e l'anno scorso degli Allievi, per poi tornare appunto a guidare i più grandi del vivaio gialloverde. «Collaborare con Paolo, visto che gli Juniores sono collegati alla formazione maggiore - dice - mi fa davvero piacere. Siamo amici da una vita e in questi casi se i due allenatori sono in sintonia è meglio».
Anche Sarzanini, difensore, classe '69, ha iniziato nel Rosignano, facendovi tutta la trafila delle giovanili. In prima squadra rimase per due stagioni, prima guidato da Bergamo e dopo da Chiavacci, con cui passò dalla Prima alla Promozione. Poi sette anni a Venturina (Promozione ed Eccellenza) con due campionati vinti (allenatori Bianchi, Taccola, Pazzi e Giannoni). Quindi a Perignano in Eccellenza (due anni con Tognarelli) e tre stagioni alla Volterrana (mister Lombardi e Prunecchi) culminate nella promozione in Eccellenza. Altro trasferimento, e stavolta a Livorno al Cantiere Orlando, ed ennesimo successo in Promozione, allenatore Prunecchi, con quest'ultimo che lo portò con sé a Cecina (Eccellenza). Poi è storia recente: tre anni al Palazzi, dove è salito in Prima e ha cominciato ad allenare.
Dopo i primi calci nel Rosignano, Marchi a 14 anni lo prese il Milan. Una stagione in rossonero coi Giovanissimi, poi di nuovo in biancoblù fino a esordire a 16 anni in serie D, dove lo chiamò l'allenatore rosignanese Mario Bulli. Diciottenne, il forte attaccante approdò a Forte dei Marmi (all. Marracci) per poi rientrare a Rosignano. Fu quindi la volta di Perignano, dove rimase otto anni vincendo la Promozione ed ebbe come tecnici Neri e Tognarelli. Da lì passò a San Gimignano (Eccellenza) e fu uno dei suoi anni migliori, dai bei ricordi, non solo per i 14 gol siglati o per il torneo vinto in anticipo. Seguirono Montecalvoli (Maneschi) e Cecina (Lazzerini) in Eccellenza e Collesalvetti (Citi) in Promozione. Il lavoro limitava il tempo per giocare e lui accettò volentieri la chiamata del Palazzi, dove è rimasto a lungo con mister Caroti fino alla stagione appena conclusa vincendo anche un campionato di Seconda.
«A Palazzi - dice Marchi - l'ambiente è molto familiare e tranquillo. Ti senti veramente a casa». Tra i suoi ricordi più belli quando lo prese il Milan facendolo sostare nel proprio centro di Follonica (era in squadra con Mannari); ma giocò anche a Milanello, dove nella stessa categoria dei Giovanissimi c'era Maldini, di un anno più grande, ai tempi in cui Baresi era già un pilastro in serie A. «È stata una bella esperienza, che ricordi bene anche perché avvenuta in età adolescenziale». Ma «pure a livello di prima squadra quando vinci i campionati sono sempre belle annate».
Altra parentesi quella di San Gimignano in D, dove venne peraltro premiato come miglior goleador della Valdera.
Nei dilettanti Paolo Marchi ha segnato più di 200 gol. Nel 2008, mentre giocava, prese il patentino di allenatore. Ora, a quarant'anni, ha deciso di smettere di dar calci al pallone. «È venuta la proposta del Palazzi e sono contento. Anche se pensare di smettere sembra un po' strano per me che gioco da quando avevo cinque anni. Ma prima o poi doveva succedere. Ora c'è quest'altra scommessa, vediamo un po' come va».
Con l'ex compagno di squadra si prospetta una buona collaborazione: «Per l'obbligo di avere giovani in formazione, possedere un settore giovanile discreto è importante. E avere vicino Massimo, con cui ho giocato assieme per tanto tempo, è gratificante».
Massimo Sarzanini le scarpette al chiodo le ha appese tre anni fa, quando ha fatto il corso di allenatore. Il Palazzi lo scelse come tecnico Juniores e l'anno scorso degli Allievi, per poi tornare appunto a guidare i più grandi del vivaio gialloverde. «Collaborare con Paolo, visto che gli Juniores sono collegati alla formazione maggiore - dice - mi fa davvero piacere. Siamo amici da una vita e in questi casi se i due allenatori sono in sintonia è meglio».
Anche Sarzanini, difensore, classe '69, ha iniziato nel Rosignano, facendovi tutta la trafila delle giovanili. In prima squadra rimase per due stagioni, prima guidato da Bergamo e dopo da Chiavacci, con cui passò dalla Prima alla Promozione. Poi sette anni a Venturina (Promozione ed Eccellenza) con due campionati vinti (allenatori Bianchi, Taccola, Pazzi e Giannoni). Quindi a Perignano in Eccellenza (due anni con Tognarelli) e tre stagioni alla Volterrana (mister Lombardi e Prunecchi) culminate nella promozione in Eccellenza. Altro trasferimento, e stavolta a Livorno al Cantiere Orlando, ed ennesimo successo in Promozione, allenatore Prunecchi, con quest'ultimo che lo portò con sé a Cecina (Eccellenza). Poi è storia recente: tre anni al Palazzi, dove è salito in Prima e ha cominciato ad allenare.
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