Viadotto dell’Arancio, un anno di lavori: si viaggerà a una corsia
Saranno installati ponteggi sospesi alla struttura di sostegno: il risanamento del viadotto prevede rinforzi alle travi esterne e il consolidamento delle strutture
ROSIGNANO. Il progetto è definito e manca l’assegnazione dei lavori. Da Anas non danno notizie ufficiali ma entro la fine dell’anno, ed è il caso di dire finalmente, dovrebbero partire i lavori di risanamento del viadotto dell’arancio.
Il cantiere rimarrà aperto per un anno dall’inizio degli interventi ma il transito sarà consentito su una corsia per ogni senso di marcia. Di fatto esattamente come accade da almeno tre anni a questa parte, da quando fu ridotta la carreggiata in entrambi i sensi di marcia a causa di problemi strutturali e del degrado del manto stradale.
I tempi per la partenza dei lavori si sono dilatati a causa di rallentamenti burocratici, tra cui un'autorizzazione paesaggistica negata dalla Soprintendenza, a marzo del 2025, dal momento che sotto il viadotto si trova un bosco dal valore paesaggistico e per consentire che si allestisse il cantiere sarebbe stato necessario tagliare degli alberi.
Si è reso quindi necessario rivedere l’accesso al luogo da risanare. Anas fa quindi sapere che il progetto, attualmente in fase di istruttoria «di verifica e validazione, prevede l’esecuzione dei lavori mediante ponteggi sospesi dall’impalcato, senza ricorrere alla realizzazione delle piste di cantiere necessarie in caso di ponteggi tradizionali da terra».
Un intervento complesso per la lunghezza del viadotto che si sviluppa per 360 metri ed è costituito da otto campate, ciascuna di 45 metri, sostenute da sette pile in calcestruzzo armato.
I lavori di risanamento previsti riguardano: «il rinforzo delle travi esterne dell’impalcato; il risanamento dei fusti delle pile, il ripristino dei pulvini (ossia degli elementi posti sulla sommità delle pile che sostengono l’impalcato) e l’applicazione di specifici trattamenti protettivi, finalizzati a migliorare la durabilità delle strutture e a contrastare il progressivo deterioramento dovuto all’esposizione agli agenti atmosferici».
Il comune di Rosignano con una pec firmata dal vice sindaco Mario Settino aveva sollecitato Anas a fornire informazioni sui tempi necessari a individuare la soluzione alternativa per accedere al viadotto lo scorso agosto.
La chiusura parziale al traffico dovuta ad alcuni fenomeni di degrado creava preoccupazione e disagi ai residenti e Anas con una nota di risposta al Comune rosignanese, e per conoscenza anche alla Prefettura di Livorno, aveva fatto presente che il viadotto era «monitorato e risulta oggetto delle previste attività di ispezione, controllo e valutazione tecnica dell’infrastruttura» e che sarebbe potuto rimanere aperto fino all’inizio dei lavori «nel rispetto delle limitazioni al transito attualmente vigenti, nelle more degli interventi di manutenzione straordinaria programmati, la cui prima fase è finalizzata al ripristino della viabilità senza le attuali limitazioni».
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