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Tari, a Rosignano in arrivo 5.709 solleciti: «Così recuperiamo l’evasione»

di Claudia Guarino
Tari, a Rosignano in arrivo 5.709 solleciti: «Così recuperiamo l’evasione»

Tutti gli avvisi di accertamento sono relativi agli anni 2022 e 2023. L’assessora Masoni: «L’ufficio sta procedendo alla notifica degli atti»

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ROSIGNANO. «L’ufficio incaricato sta procedendo alla notifica di 5. 907 solleciti di pagamento per la Tari evasa negli anni 2022 e 2023». A dirlo, durante il consiglio comunale di ieri, è stata l’assessora al Bilancio Susanna Masoni, che è intervenuta così nel dibattito relativo alla tassa sui rifiuti nato a seguito della presentazione di una mozione da parte del Gruppo Misto. «Il Comune di Rosignano Marittimo – ha detto il consigliere Alessio Lampredi del Gruppo Misto – deve recuperare i crediti da chi non paga e sanzionare chi abbandona i rifiuti invece di condonare gli interessi, come è stato fatto in passato». Per questo il consigliere Lampredi ha chiesto al sindaco, tramite una mozione presentata insieme a Roberta Ferretti e poi respinta dall’assemblea, «di impegnarsi a non aumentare la Tari».

Gli aumenti

Il tema è appunto quello delle bollette per il pagamento della tassa sui rifiuti che nel Comune di Rosignano quest’anno è andata incontro a un balzello medio del 4,92% con la previsione di un ulteriore aumento pari al 5,92% nel 2027. Questo con l’intenzione di spalmare i costi su due anni in modo tale da non farli pesare tutti insieme. L’aumento in questione è sostanzialmente collegato al costo dei servizi e dell’energia ed è stato calcolato sulla base di un metodo matematico piuttosto complesso. Quest’anno, inoltre, la tariffa non è stata calmierata dalla tassa di soggiorno, il cui ricavato non è stato questa volta dirottato sulla copertura del costo del servizio di gestione rifiuti. «L’anno scorso – ha spiegato tempo fa Masoni – i 197mila euro di aumento di gettito (ricavati dall’incremento della tassa di soggiorno, ndr) furono destinati ad abbattere la Tari. Quest’anno l’imposta è rimasta tale e quale e non abbiamo destinato nulla alla Tari». E i soldi fino a ora incassati dal recupero all’evasione (quasi mezzo milione) e dalle sanzioni per reati ambientali (7.960 euro) non sono bastati a scongiurare gli aumenti. In tutto questo va anche considerato che il Comune si porta dietro un debito pregresso nei confronti di RetiAmbiente pari a tre milioni e 836mila euro.

La mozione

Alla luce di questi aumenti, il Gruppo Misto chiede di evitare ulteriori balzelli sottolineando l’importanza dell’operazione di recupero crediti (cioè di fa pagare chi è moroso) e della lotta all’abbandono di rifiuti, fenomeno che ha un costo («Il Comune cosa fa in tal senso?», ha chiesto Lampredi). L’assessora Susanna Masoni, da parte sua, ha spiegato che «col recupero crediti legato alla Tari non versata a oggi siamo a più di 414mila euro. E stiamo procedendo a inviare migliaia di solleciti per un ammontare complessivo di due milioni 625. 642 euro». Si tratta di “cartelle” anti evasione emesse dopo controlli.

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