Il Tirreno

Sos criminalità

Maxi furto in gioielleria a Vada distrutto l’ingresso a picconate

di Ilenia Reali

	Il cancello e la vetrina distrutti a picconate
Il cancello e la vetrina distrutti a picconate

La titolare: «Tutto in 7 minuti. Hanno preso quello che c’era». È avvenuto sotto gli occhi dei dipendenti del panificio che hanno dato l’allarme: «Erano in 5-6 a volto coperto»

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Il suo telefono ha preso a suonare alle 3,30 della notte tra sabato e domenica. Dall’altra parte la voce concitata del titolare del panificio, quello adiacente alla sua gioielleria, la “Pentolini” di Vada. «Sandra, Sandra ci sono i ladri nel tuo negozio. Abbiamo chiamato la polizia...». Quando Sandra Pentolini è arrivata in viale Italia la prima cosa che ha visto è stato un piccone «enorme» in mezzo alla sua gioielleria. Un attrezzo «vederlo mi ha impressionato molto» poi sequestrato dalla polizia. Tutto è avvenuto in sette minuti, sotto lo sguardo dei dipendenti del panificio che era già aperto e si stava preparando il necessario per rifornire anche i campeggi e gli alberghi della zona. Hanno sentito un rumore fortissimo. Sono usciti a vedere cosa stesse accadendo. «Cinque, sei uomini a volto coperto, avevano indosso dei cappucci, stavano prendendo a picconate il cancello di ferro che chiude il negozio. Dopo averlo divelto è toccato alla vetrina, antisfondamento. Ovviamente sotto quei colpi è andata giù».

I ladri sono entrati hanno preso tutto quello che era esposto nelle vetrine: un bottino di svariate migliaia di euro. «Stiamo facendo la valutazione, hanno preso perfino l’argenteria», racconta Pentolini.

«È incredibile pensare che tutto è durato sette minuti compreso il tempo di salire in auto e fuggire, in direzione nord. Il titolare del panificio ha provato anche a inseguirli. Sciagurato. Menomale non gli è accaduto niente», continua a raccontare la commerciante.

La polizia è arrivata subito ma non è rimasto che fare le necessarie verifiche e diramare la ricerca dell’auto.

Un furto organizzato nei minimi dettagli che segue ad altri episodi, non collegati, di truffe ai danni di anziani e di rapine (con lo spray al peperoncino), che stanno creando paura nella zona. Già l’anno passato furono raccolte numerose firme per chiedere all’amministrazione comunale di installare delle telecamere nella zona. I negozianti denunciarono una situazione sconosciuta per Vada fino a qualche anno fa.

«Racconto quanto è accaduto perché voglio che si sappia, in modo che gli altri negozi si attrezzino per quanto possibile, sappiano che cosa è accaduto. E voglio che lo sappiano anche i cittadini: non si può più stare tranquilli».

E ovviamente l’appello è anche per l’amministrazione comunale a cui i commercianti continuano a chiedere che vengano installate telecamere di videosorveglianza anche nelle frazioni.

Il Comune proprio il 6 ottobre ha un incontro con la società che gestisce il servizio e che metterà a disposizione una decina di strumenti, dotati di intelligenza artificiale, è in grado di rilevare i passaggi di auto, riconoscendo quelle “ segnalate”. Un deterrente? Chissà. Sicuramente lo è per i commercianti di Vada che chiedono, da tempo, di non dimenticare di mettere in sicurezza la frazione un provvedimento che potrebbe aiutare. Soprattutto la sera quando le persone in giro cominciano ad essere meno e finita l’estate la frazione, in alcune zone, si spopola.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano

La guida

Bollo auto 2027, i dieci errori da evitare per non perdere l’esenzione: chi li commette rischia di pagare lo stesso

di Redazione web