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L'operazione

Rosignano, frode informatica sulla compravendita delle case: così sabotava le mail per incassare i soldi

di Claudia Guarino

	Una volante davanti al commissariato di polizia di Rosignano Solvay (foto d'archivio)
Una volante davanti al commissariato di polizia di Rosignano Solvay (foto d'archivio)

L’uomo è accusato aver sottratto 84mila euro. La polizia ha ricostruito i fatti analizzando il percorso dei soldi e scoprendo una rete criminale più vasta

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ROSIGNANO. Avrebbe intercettato il flusso delle comunicazioni e, hackerando in qualche modo il sistema, sarebbe riuscito a far arrivare sul suo conto i circa 84mila euro versati da un coppia tramite bonifico per comprare una casa dopo il rogito dal notaio. Ma la polizia del commissariato di Rosignano Solvay, raccolta la denuncia della famiglia in questione, seguendo il percorso dei soldi e l’attività informatica, è riuscita a risalire al sospettato (un giovane di Catania) denunciandolo per frode e riciclaggio di denaro. Peraltro l’indagato, secondo gli investigatori, sarebbe collegabile a una rete criminale specializzata in frodi informatiche che agisce su un più ampio raggio. Ma andiamo con ordine.

Il bonifico

Qualche tempo fa una coppia ha acquistato un appartamento firmando un rogito dal notaio. Poi però si è accorta che i soldi (circa 84mila euro versati tramite bonifico istantaneo) non sono mai arrivati alla banca giusta. Il flusso del pagamento, infatti, era stato “deviato”. Qualcuno aveva alterato le comunicazioni bancarie sostituendo le coordinate della banca. A quel punto la coppia ha sporto denuncia e la procura di Firenze, titolare inizialmente del caso, ha delegato le indagini alla squadra di polizia giudiziaria del commissariato di polizia di Rosignano Solvay.

I soldi

I poliziotti, iniziando a seguire il percorso del denaro e lavorando su un complesso sistema di file informatici, sono riusciti a individuare gli 84mila euro prima che fossero riciclati e a sequestrarli. Hanno quindi identificato un giovane siciliano e, ritenendo di avere elementi sufficienti per collegarlo a una serie di conti correnti aperti in varie banche riconducibili a presunte operazioni di frodi online, l’hanno denunciato. La polizia di Rosignano ha inoltre scoperto una serie di collegamenti con altri episodi simili che si sono verificati altrove in Italia ed è riuscita a recuperare ulteriori 85.400 euro.

La rete

Le indagini della polizia di Rosignano, nello specifico, hanno permesso di ricostruire un utilizzo su più piani di vari telefoni cellulari, caselle di posta elettronica e coordinate bancarie. In tutto questo sono ancora in corso ulteriori approfondimenti per portare alla luce eventuali altre persone appartenenti al gruppo che ha agito utilizzando la tecnica del cosiddetto “man in the middle”, cioè un sistema che permette di intercettare le comunicazioni intercorse via mail e modificare le coordinate bancarie dei pagamenti in modo tale da indirizzare il denaro altrove.

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