Rosignano, pizzeria sull’Aurelia ostaggio dei ladri: «È la settima volta, ora basta»
Presa di mira un’altra volta la Ghiotto Pizza, la titolare è esasperata: «Lavoriamo e facciamo sacrifici, non è giusto. Servono più controlli»
ROSIGNANO. È entrato in pizzeria cercando qualcosa da rubare ma, non trovando cose particolari, alla fine è fuggito via con qualche spicciolo, portandosi dietro i giochini per bambini, e il colpo è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. «Questa sarà la settima volta che succede – dice Letizia Cubeddu, titolare della Ghiottopizza, sull’Aurelia di Rosignano Solvay –. Non ne possiamo più. Lavoriamo con tanti sacrifici e poi c’è chi, regolarmente, fa scorribande nel locale. Ci vorrebbero più controlli a fini di deterrenza».
Il colpo
È successo tutto nella notte tra sabato e ieri. Verso le 2, 40 del mattino le telecamere di videosorveglianza della Ghiottopizza riprendono una persona che entra nel locale, gira per la sala e apre i cassetti in cerca di qualcosa da rubare. «Non c’è più niente da rubare qui – dice la titolare – ha preso solo qualche spicciolo, ma è già successo varie volte e non è giusto che questo accada. L’altra volta presero il cibo e mangiarono, sono stata costretta a buttare via tutto».
«Non è giusto»
Insomma, dopo l’ennesima effrazione l’esasperazione è tanta. «Qui lavoriamo ogni giorno, facciamo sacrifici e poi succede questo – dice la titolare, che ha anche affidato il suo messaggio ai social –. Nella mia attività metto cuore, tempo, energie. E invece, troppo spesso, mi ritrovo a fare i conti con l’ennesimo furto, con ladri che entrano e distruggono ciò che costruisco con tanta fatica. Non è giusto. Non è giusto per me, non è giusto per chi lavora onestamente, non è giusto per chi crede ancora che questo Paese debba tutelare chi si alza la mattina e manda avanti un’impresa. Ogni volta non è solo una perdita economica: è un colpo al morale, è la sensazione di essere indifesa, abbandonata, lasciata sola».
«Ora basta»
Perciò l’imprenditrice dice «basta a questo silenzio, basta a questa indifferenza. Chiedo rispetto per il mio lavoro, per la mia attività e per tutti quelli come me che si guadagnano da vivere con fatica. Non voglio vivere nella paura che, da un giorno all’altro, qualcuno entri e porti via ciò che con sudore ho costruito».
I precedenti
Perché, appunto, alla Ghiottopizza, nel tempo, di furti ce ne son ostati parecchio. Così come in altri locali di Solvay, sia lungo l’Aurelia che sul lungomare. Con i ladri che sono entrate spaccando o forzando le vetrate di ristoranti, kebab e altre attività per poi aggirarsi all’interno e arraffare ciò che c’era: qualche volta le banconote del fondo cassa, più spesso una manciata di monete rimaste lì dal giorno prima.
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