La tragedia
È morto a 77 anni Luciano Carletti: era tra i fondatori della Targa Cecina. I ricordi
La nuora: «Era un omone buonissimo. Esuberante e amico di tutti». Sarà cremato a Livorno
CECINA. Se n’è andato uno dei fondatori dell’Associazione Targa Cecina. Luciano Carletti, 77 anni, è morto a casa dopo settimane in cui la malattia polmonare di cui soffriva si era aggravata.
Nella vita aveva un’impresa di marmi, oggi portata avanti dal figlio Paolo, ma a Cecina era conosciuto per il suo impegno di anni e anni per le iniziative della Targa che aveva contribuito a trasformare da Comitato ad associazione.
Questa mattina, martedì 21 gennaio, sarà cremato al cimitero dei Lupi di Livorno, era sua volontà che non fossero celebrati i funerali. «Ha sempre ricoperto ruoli organizzativi», racconta Alessandro Regoli, compagno dell’associazione.
«Ha lavorato insieme a Marcello Scali, Gianfranco Berti. Con i primi presidenti dell’associazione. Poi aveva smesso di frequentare assiduamente la targa ma è s empre stato presente alle iniziative e se veniva chiamato non si tirava mai indietro».
«Era una persona esuberante, sempre pieno di idee, teneva tantissimo alla Targa e non mancava mai ai nostri eventi», lo ricorda Davide Fiorentini, ora alla guida del rione Palazzaccio.
Anche lui ha avuto la notizia della morte grazie a un post di ricordo della Targa Cecina. Del resto da un po’di tempo Carletti non era più un assiduo frequentatori e le nuove generazioni dell’associazioni lo conoscevano meno.
La moglie Giovanna, i figli Paolo e Barbara con le quattro nipotine in questi giorni hanno più volte ricordato questo nonno sempre curioso e amante della vita.
Per noi lo fa la nuora. «Era un omone – racconta – ma a fronte di un fisico imponente è sempre stato un bimbo mai cresciuto: un esuberante, un entusiasta. Gli piacevano tutti i piacere della vita ed era una persona dall’animo buono, un amico di tutti».
Tra le sue ultime volontà quella di non fargli un funerale anche se ieri la salma è stata esposta nella sala mortuaria del cimitero di Cecina.
«La pensava proprio come il fotografo Toscani – conclude la nuora – e crediamo, per il tipo che era, che avrebbe preferito una bella festa con la brace proprio come è stato organizzato a Casale Marittimo».
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