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La sfida

Dal baratro al Gambero Rosso: così è rinato un ristorante di Rosignano. E non finisce qui...

di Claudia Guarino

	Il ristorante dopo l'incendio e oggi
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Il ristorante dopo l'incendio e oggi

Il locale fu distrutto da un incendio nel 2020, ora entra nella famosa guida con 78 punti

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ROSIGNANO. Il 20 agosto del 2020 Fabio Simpatia osservava impotente, immobile di fronte alle fiamme, il suo ristorante di via del Popolo andare a fuoco. Difficilmente, in quell’attimo, poteva immaginare che quattro anni dopo sarebbe finito sulla blasonata guida “Ristoranti d’Italia 2025” del Gambero Rosso. Adesso, però, può dire di essere felice. «Quando ho iniziato a ricostruire il Vistamare mi sono detto: basta, voglio fare un altro tipo di cucina». Scelta che, evidentemente, gli ha permesso di aggiudicarsi una forchetta sulla guida e 78 punti. «E adesso guardo avanti – dice il ristoratore –. Punto alla guida Michelin». Ma andiamo con ordine.

L’incendio

Intorno alle 15 del 20 agosto 2020 il ristorante Vistamare di Rosignano Solvay va a fuoco. Chi si trovava nel locale ha sostenuto di aver sentito un boato e di aver visto, poco dopo, le fiamme avvolgere la porta. Poi il fuoco è avanzato, avvolgendo l’intera struttura. E, a incendio spento, del locale non è rimasto quasi niente, se non uno scheletro annerito e tante speranze infrante.

La ricostruzione

«Da quel momento ci siamo rimboccati le maniche – dice Fabio Simpatia – e, pur avendo vari problemi con l’assicurazione, qualche mese dopo l’incendio siamo ripartiti, riaprendo il ristorante a maggio del 2021». L’imprenditore racconta che «quando mio padre è andato in pensione ho preso io le redini dei fornelli decidendo di dedicarmi a una cucina di livello più alto». Dov’è stato, dunque, il cambiamento? «Ho deciso di puntare su piatti più ricercati rispetto a quelli che preparavamo una volta, basati solo su pesce di stagione e con un impiattamento di un certo tipo. È stata una scelta rischiosa, ma ci ho creduto da subito».

Il futuro

Per quanto riguarda l’aspetto del ristorante, «abbiamo creato una veranda elegante mentre fuori d’estate mettiamo i tavoli». Adesso Fabio Simpatia, che può contare su uno staff di nove persone «con una grande brigata di cucina e ottimo personale di sala», sfoglia con soddisfazione la guida del Gambero Rosso che menziona il suo ristorante. Nel frattempo pensa al futuro. «L’idea è rimanere qui, a Rosignano Solvay dove sono adesso, e continuare sulla strada che abbiamo deciso di intraprendere. Voglio insistere sul pescato di stagione e sulla sostenibilità del prodotto». E piazza in alto l’asticella degli obiettivi per il futuro. «Vorrei la Michelin». La stella? «Entrare nella guida. Ma perché no?».

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