Il Tirreno

Il lutto

Addio Pirìto, giornalista musicale con la Toscana nel cuore: dall’amicizia con Gino Paoli al progetto con Battiato

di Sabrina Chiellini
Fausto Pirito durante un incontro col Dalai Lama
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Fausto Pirito durante un incontro col Dalai Lama

Da tempo viveva in Portogallo insieme alla moglie, tantissimi i ricordi e i messaggi

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CECINA. «Il mio caro amico Fausto ci ha lasciato. Ho un milione di ricordi che mi legano indissolubilmente a lui, ricordi che affondano alla nostra gioventù, a una Pontedera che ormai è scomparsa, ma anche a storie recenti legate alla mia voglia di iniziare a scrivere sfruttando i sapienti consigli che mi hai elargito copiosi».

Così Sergio Matteoli, scrittore, viaggiatore e geologo, ricorda Fausto Pirìto, morto alla soglia dei 74 anni (li avrebbe compiuti a fine mese) per una malattia. Una vita per la musica quella del giornalista e scrittore legato a Pontedera e Cecina, dove ha vissuto per tanti anni insieme alla moglie Laura Macchi, nota commerciante, prima di trasferirsi con lei in Portogallo. Entrambe le città hanno perso una figura che per tanti anni è stata di riferimento nel mondo della musica e del giornalismo.

La carriera

Pirìto era calabrese di nascita, era nato il 29 settembre 1950 a Caccùri, borgo medievale della Sila Jonica. Era laureato in giurisprudenza, cronista di alcuni quotidiani, compreso il nostro, Il Tirreno di Livorno dal ’70 al ’75, poi redattore di Tele Libera Livorno. È stato anche vice caporedattore del mensile “Tutto Musica & Spettacolo”, direttore artistico del Contest “Rock Targato Italia” e garante del festival “Brescia Music Art”. Ideatore del “Tributo ad Augusto Daolio”, nel 2000 ha pubblicato il libro “In viaggio con i Nomadi – 7 anni on the road (Giunti Editore) ” . Dal 2010 gli incarichi come free lance fino a quando la moglie ha lasciato il negozio di abbigliamento per bambini in corso Matteotti a Pontedera.

La musica

Il primo approccio con la musica risale alla fine degli anni ‘50. Il fratello Nino, allora quattordicenne diventato anche lui giornalista e morto nel 2022, aveva cominciato a suonare. Nino, grande fan di Elvis e Paul Anka, gli fece conoscere il rock’n’roll e il blues, come Pirìto amava raccontare agli amici. A quei tempi vivevano a Castelplanio, un paesino sulle colline marchigiane. Da lì, nel 1961, si trasferirono a Cecina. Nel 1967, con la famiglia l’arrivo a Pontedera. Poi sono arrivate le collaborazioni con i quotidiani mentre studiava per laurearsi. Sono gli anni dell’amicizia con Gino Paoli. «Un amico che ogni tanto veniva a trovarci e a sbronzarsi con noi» ci teneva Pirìto a raccontarlo. Il lavoro lo aveva messo in contatto con altri nomi famosi della musica come Eugenio Finardi, Renzo Arbore e Vasco Rossi. Con Franco Battiato, scomparso nel 2021, era stato tra i fautori del progetto per la realizzazione del monastero buddista tibetano a Pomaia, per il quale ha incontrato anche più volte il Dalai Lama, pur non essendo buddista, come lui stesso raccontava nei post dedicati agli incontri a Pomaia con la comunità tibetana. «La pace non è un Mito ma per conquistarla occorrono pazienza e coraggio». Era una delle sue frasi preferite del Dalai Lama. Più volte l’ha ripetuta agli amici, magari accompagnata da un sorriso. È il momento dei ricordi e del dolore, pensando ai tanti momenti condivisi con lui a parlare di tutto, non solo di musica, grande amante del mare.

Il lutto

Gli amici e i parenti si sono uniti al dolore dell’amata moglie Laura, compagna di vita e di scelte, e dei figli. Il funerale si svolgerà in Portogallo, poi le ceneri saranno trasferite in Italia.

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