Il Tirreno

Il caso

Fiume Fine, dopo la pioggia di domenica i liquami sono arrivati alla foce: «Stiamo ancora aspettando la Regione»

di Gabriele Buffoni
Nelle foto qui sopra due immagini della foce del fiume Fine riprese in un video circolato sul gruppo Facebook “Per una Rosignano migliore”
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Nelle foto qui sopra due immagini della foce del fiume Fine riprese in un video circolato sul gruppo Facebook “Per una Rosignano migliore”

Nuovi sopralluoghi ieri anche da parte della polizia provinciale mentre è stato aperto un fascicolo in Procura

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ROSIGNANO. I liquami che dal 16 agosto imperversano nelle acque del fiume Fine sono arrivati alla foce. E dunque al mare: un passaggio inevitabile, per quanto al momento «gli sversamenti, apparentemente diluiti, sono ancora contenuti – assicura il vicesindaco di Rosignano Marittimo Mario Settino, all’interno del bacino del fiume».

Le forti piogge di domenica non hanno quindi avuto come effetto diretto solo i numerosi danni ad abitazioni e vegetazione su tutto il territorio della provincia di Livorno. L’abbondante quantità di acqua piovana che si è concentrata in tutta l’area rosignanese ha fatto sì che la portata del Fine aumentasse. Spostando conseguentemente i liquami che da tempo ormai inquinano il corso d’acqua ancora più a valle. Fino al suo naturale sbocco nel mare, nei pressi delle Spiagge Bianche di Vada.

Liquami alla foce

L’unica speranza – che attualmente non è ancora supportata dai dati di nuove analisi, comunque in programma – è che l’abbondante pioggia di domenica, che ha trascinato fino a livello del mare l’ondata di liquami che fino a pochi giorni fa si era arrestata al guado Piè di Grotti, abbia quantomeno diluito in maniera sensibile la concentrazione di agenti inquinanti nelle acque del fiume.

«Da quello che è possibile appurare a prima vista sembrerebbe questo il caso – spiega il vicesindaco di Rosignano Settino – anche se chiaramente, purtroppo, resta il fatto che i liquami siano arrivati a livello della foce del fiume». Il contenimento all’interno del bacino fluviale sarebbe dettato, almeno per il momento, unicamente dalle correnti e dal vento. Ma «appare come inevitabile che, una volta che i venti cambieranno, questi possano arrivare in mare». Quindi, per quanto diluiti, l’azoto ammoniacale e il fosforo riscontrati dalle analisi di Arpat lungo il fiume non potranno che imperversare anche lungo la costa. Dove «per adesso permane il provvedimento già preso dal Comune, ovvero l’ordinanza di divieto di balneazione – spiega Settino – ovviamente serviranno ulteriori analisi di Arpat nei prossimi giorni per avere una fotografia più aggiornata della situazione attuale, e capire così quanto abbiano influito gli effetti delle piogge di domenica».

I sopralluoghi

Oltre al Comune, a fare vari sopralluoghi nella giornata di ieri sia lungo il corso del Fine che alla sua foce sono stati anche gli agenti della polizia provinciale di Livorno. Che si sono mossi per verificare proprio il livello a cui sono arrivati i liquami dopo il meteo avverso di domenica e il conseguente e improvviso aumento di portata del Fine. «Per adesso – fanno sapere dalla polizia provinciale livornese – resta attivo il nostro monitoraggio per valutare l’evoluzione del deflusso di questi liquami» nella speranza, appunto, che al movimento verso valle abbia fatto seguito anche una netta diminuzione della carica contaminante.

Nel frattempo la polizia provinciale di Livorno ha depositato una propria nota relativa al caso del fiume Fine alla Procura, la quale a sua volta ha aperto un fascicolo d’indagine per chiarire non solo le cause ma anche il loro riflesso sotto il profilo della sicurezza pubblica e ambientale. E quindi dal punto di vista dei potenziali reati contestabili e i vari profili di responsabilità per l’accaduto.

Si attendono risposte

Nel frattempo una soluzione per risolvere questo problema che si protrae ormai dal 16 agosto – data dei primi sversamenti di liquami provenienti da un allevamento di bovini in un’azienda di Santa Luce, avvenuto forse (questa almeno era una prima ipotesi) a causa di un guasto elettrico – ancora non c’è. Quel che è certo è che «il Comune – conferma il vicesindaco Settino – non ha risorse né mezzi per effettuare le eventuali bonifiche di questi liquami né per agire in maniera più massiccia rispetto a quanto già è stato fatto». In un primo momento infatti – tra il 17 e il 18 agosto – sono stati rimossi dal fiume circa 200 metri cubi di liquami grazie all’intervento di una ditta incaricata dall’ente. Un’azione che ha riguardato la parte dell’alveo del fiume in quel momento completamente in secca. Ma non basta, perché come testimoniato dalle tante prove fotografiche dei giorni scorsi e dai video che nella giornata di ieri hanno imperversato sui social, altri liquami si sono mischiati con le acque del Fine e sono arrivati fino alla foce .

«Stiamo ancora aspettando che la Regione risponda alla nostra richiesta di supporto – spiega il vicesindaco Settino – se serviranno delle bonifiche sul Fine abbiamo bisogno dell’intervento regionale perché per noi – ribadisce – rappresenterebbero un intervento impossibile da attuare con i nostri mezzi».

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