Sicurezza
Villa Godilonda, ci sono delle società interessate ma incombe il problema sicurezza: ragazzi sul tetto e a cavalcioni sulle finestre
Castiglioncello, l’amministrazione ordina alla proprietà la messa in sicurezza. Nel 2014 la struttura venne acquistata da due società russe che volevano trasformare la struttura in un albergo ma il progetto non è andato a buon fine
CASTIGLIONCELLO. Si aprono spiragli di luce per il futuro di villa Godilonda. Tre le società, di cui una straniera, che hanno manifestato la volontà di acquisire l’ex villa Bulgari che si erge sullo sperone roccioso tra Punta Righini ed il Quercetano.
Intanto l’amministrazione comunale, dopo le segnalazioni relative allo stato di abbandono della villa diventata punto di ritrovo di molti ragazzi che incuranti del pericolo salgono sui balconi e sui tetti della struttura, è intenzionata a chiedere alla proprietà la messa in sicurezza del luogo.
«Domani – dice il sindaco Claudio Marabotti – chiederemo al legale del Comune di valutare la procedura da percorrere in modo da chiedere alla proprietà di mettere in sicurezza l’immobile. Già in passato sono state inviate notifiche ai proprietari, attraverso il loro legale, per chiedere la messa in sicurezza del luogo. La proprietà non ha, ad oggi, ottemperato alla richiesta. È nostra intenzione – ribadisce Marabotti – far mettere in sicurezza la villa. In via alternativa provvederemo come Comune, visto che si sta parlando di sicurezza pubblica, rimettendo poi le spese sostenute alla proprietà».
Ma la novità più importante riguarda l’attenzione che questa residenza ed ex struttura alberghiera di lusso, che si erge in uno dei luoghi paesaggisticamente più belli di Castiglioncello, sta suscitando tra alcuni soggetti privati.
«Tre società, di cui una straniera – dice Marabotti – ci hanno contattato per avere informazioni sulla villa e per un suo possibile progetto di sviluppo ed utilizzo. Noi abbiamo dato loro i contatti dell’attuale proprietà e siamo chiaramente favorevoli al restauro e dunque all’utilizzo dell’immobile. Le proposte che sono state avanzate riguardano la trasformazione della villa in una struttura turistico ricettiva oppure il suo utilizzo come residenza privata».
Se la trattativa tra una delle tre società e l’attuale proprietà dell’immobile andasse davvero in porto villa Godilonda, dopo dieci anni di abbandono, potrebbe tornare a nuova vita. Accedere alla struttura è semplice. Basta varcare il piccolo cancello che si trova in piazza della Torre a Castiglioncello. Passato l’ingresso si trova un passaggio ad uso pubblico che, costeggiando il grande parco privato dell’immobile, porta alla sottostante baia della Cianciafera. Attualmente nessuna rete metallica, come invece c’era fino a qualche anno fa (rete che fu più volte danneggiata e divelta da coloro che, evidentemente, volevano entrare all’interno della struttura) divide il percorso pubblico dal parco privato.
Nessun cartello di divieto di accesso è visibile se non due avvisi, appesi alla facciata della villa che riportano la scritta: «Attenzione fabbricato pericolante- Vietato l’accesso a tutte le persone non autorizzate».
Semplice, dunque, arrivare fino alla struttura ed accedere al suo interno: nessuna porta, nessuna finestra, nessuna barriera che ne impedisca l’accesso. E così da tempo, questa struttura aggrappata ad uno spunzone roccioso, è diventata luogo di ritrovo di gruppi di ragazzi che ne hanno fatto oggetto di fascinazione. Deturpati i muri da graffiti e scritte, deturpata la piscina sul retro, tutto di quella dimora sembra andato in malora. Ma non la bellezza che ancora si respira a pieni polmoni da quel lembo di giardino dal quale si gode gran parte della costa a picco sul mare.
Visto l’interesse mostrato da alcuni imprenditori forse si apre una nuova prospettiva per questa villa che nel dopoguerra fu acquistata dalla famiglia Bulgari e che negli anni’80 passò di mano ad una cordata di imprenditori e trasformata in albergo di lusso con Spa. Un albergo che ha ospitato i più famosi attori, politici, giornalisti ed artisti italiani e non e che chiuse nel 2007.
Nel 2014 la struttura venne acquistata da due società russe. L’intenzione della nuova proprietà sembrava quella di trasformare la struttura in un albergo di charme. Evidentemente il progetto non è andato a buon fine. Tutto in questi anni è rimasto come congelato, mentre il degrado è inesorabilmente avanzato. Nella speranza che davvero qualcosa si possa sbloccare, che villa Godilonda, come la ribattezzò il poeta Gabriele D’Annunzio, possa tornare al suo antico splendore, ci sarà intanto da agire sul problema sicurezza rendendo l’interno e l’esterno della villa inaccessibile al pubblico.
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