Il Tirreno

Il lutto

Cecina, addio ad Aldo Caroti: è stato un attore appassionato


	Aldo Caroti
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Aldo Caroti

Negli anni ’60 è stato tra i fondatori del Gruppo arte drammatica di cui è stato presidente. Domani il funerale alle 9,30 nella chiesa di Palazzi

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CECINA. Per gli amici e la famiglia era una persona splendida: giovedì sera, all’ospedale di Cecina dov’era ricoverato, è morto Aldo Caroti, padre di Simone e nonno di Tommaso, all’età di 89 anni per un problema al cuore. I funerali si svolgeranno domani mattina nella chiesa di San Pietro e Paolo a Palazzi dalle ore 9,30, poi la salma sarà cremata e le ceneri portate a casa.

Palazzetano doc, classe 1934, Aldo non era conosciuto, era conosciutissimo per via della passione che lo ha accompagnato tutta la vita: il teatro. Sposato con Leonetta Cipriani, ha assistito volentieri anche a “La Zanzara”, commedia in due atti dove il protagonista è il figlio Simone.

Caroti, simpatico e cordiale, era tra gli ultimi rappresentanti dei “bei tempi”, frase che le famiglie storiche cecinesi pronunciano spesso se parlano degli anni’60. È il decennio in cui Aldo, dipendente della Casa cardinale Maffi fino al 1993 quando andò in pensione, si presenta sulla scena con una serie di spettacoli proposti dal Gad, il Gruppo arte drammatica da lui fondato. Alla regia, c’era il giovanissimo Franco Rindi. Certo, era un altro mondo, perché l’Italia viveva il suo periodo più bello e questa compagnia, con pochi mezzi e molto entusiasmo, divertiva i cittadini e si divertiva prendendo minuti di applausi. E aprendo un percorso che, nei decenni successivi, avrebbe visto nascere numerosi sodalizi, protagonisti sul palcoscenico fino ad oggi con storie originali e studiate.

Oltre all’impiego negli uffici della Casa Maffi, dove era cresciuto con don Pietro Parducci, un’autentica autorità religiosa, Aldo aveva aperto il negozio di nautica “La stella del mare”, che ha gestito a lungo, ricevendo volentieri e ogni volta conversando con i clienti ai quali dedicava qualche battuta. Siccome la recitazione lo appassionava, visse pure una piccola esperienza nel cinema con Franco Brogi Taviani, regista del film sul pittore e scultore livornese Amedeo Mogliani, celebre per i ritratti dai volti stilizzati. Sotto la luce dei riflettori, con passione e dedizione, si è presentato fino a pochi anni fa studiando i copioni e interpretando vari personaggi.

«Era simpatico, ganzo – dice il figlio Simone piangendo al telefono – e amico di tutti. Per me è stato un esempio, gli ho voluto tanto bene». La notizia della morte è arrivata subito in città e molti sono stati i messaggi e le condoglianze fatte di persona alla famiglia.

Tra gli episodi che ne hanno scandito la lunga vita, è giusto ricordare questo: alla fine di settembre del 1989, il giorno in cui Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, arrivò in visita alla Casa Maffi atterrando con l’elicottero sul campo di calcio del Palazzi, era presente. Domani mattina, l’ultimo saluto con i funerali in chiesa.


 

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