Il dolore
Nibbiaia dice addio a Vincenzo Mannari: «Una vita per il paese»
Mercoledì 14 agosto alle 16,30 i funerali alla chiesa della frazione
NIBBIAIA. Vincenzo Mannari è scomparso nella serata di lunedì, poco prima delle 21. Lasciando un vuoto incolmabile in tutta la frazione di Nibbiaia, dove è nato e cresciuto. E dove ha vissuto per tutta la sua vita, lottando in prima linea affinché ai cittadini del suo paese venisse riconosciuta la stessa dignità di quelli del capoluogo e facendosi spesso portavoce autorevole delle loro esigenze anche con i vertici del Comune di Rosignano. Mannari aveva ancora 72 anni – ne avrebbe compiuti 73 tra pochi giorni, il 19 agosto – e dopo un anno e mezzo di lotta senza sosta con una malattia troppo forte anche per una persona caparbia come lui ha dovuto infine arrendersi a una sorte per lui ormai inevitabile.
Persona ammirata e rispettata da tutti, sia a Nibbiaia che in tutta Rosignano e anche a Livorno (dove in tanti lo conoscevano per il suo lavoro, alla guida del mattatoio di famiglia), Vincenzo Mannari era nato nella piccola frazione sulle colline rosignanesi e aveva fin da piccolo compreso bene l’importanza di servire la comunità. La madre infatti era all’epoca l’unica maestra della frazione e ha permesso a generazioni di bambini di Nibbiaia di frequentare la scuola del paese e proseguire gli studi. Proprio nelle aule della scuola Mannari era cresciuto, conoscendo da giovanissimo la moglie Manola. «Avevano appena quindici anni quando si sono fidanzati – racconta il figlio Alessio – e poco più di venti quando hanno deciso di sposarsi. Ma in realtà si conoscevano da tutta la vita: sono coetanei, mia mamma è nata appena due giorni prima di babbo e quindi sono di fatto cresciuti insieme, in paese, fin da quando erano bambini».
Da ragazzo Mannari iniziò così a lavorare seguendo le orme del padre, del nonno e del bisnonno che aveva fondato, tre generazioni prima di Vincenzo, lo storico mattatoio Mannari. «Lui ha portato avanti l’attività di famiglia per tutta la vita – racconta il figlio, che oggi rappresenta la quinta generazioni di Mannari alla guida dell’azienda – e anche quando poi sono subentrato io al suo posto per me è sempre stato un collaboratore impareggiabile: si era specializzato nel commercio delle carni bianche, sia avicoli che di conigli, e sapeva riconoscere le caratteristiche di un buon pollo anche al primo sguardo». Proprio per il suo lavoro Mannari era apprezzato dai tanti clienti che l’azienda ha su tutto il territorio livornese, instaurando con loro «un rapporto che spesso andava anche oltre la normale dialettica fornitore-cliente: per lui erano amici – prosegue il figlio – anche nel lavoro, come nella vita, sentiva di dover “dare” qualcosa in più senza aspettarsi necessariamente qualcosa in cambio».
Una filosofia di vita e una generosità che Vincenzo Mannari ha dimostrato anche e soprattutto nel suo impegno civico. Simpatizzante del Partito Democratico, non ha mai voluto ricoprire particolari ruoli nella politica locale «perché per lui la politica era il mezzo per raggiungere un fine, che era quello di aiutare gli abitanti di Nibbiaia. In tanti si rivolgevano a lui – spiega il figlio Alessio – per cercare di perorare le loro richieste in Comune, o con le varie aziende fornitrici di acqua, luce o gas. Cose anche piccole o banali che però lui si sforzava di risolvere, cercando una soluzione o aiutando le persone anche solo a compilare i moduli giusti, a presentare delle richieste formali in Comune».
Oltre a essere stato tra i promotori dell’area feste della frazione, tra le sue ultime battaglie c’è stata quella per il miglioramento della copertura della rete telefonica nella frazione. Uno sforzo che Vincenzo non è riuscito a vedere concretizzato «ma che spero di portare avanti io stesso, in sua memoria – dichiara il figlio – uno degli insegnamenti più importanti che mi ha lasciato è di agire sempre per il bene della comunità. E un giorno vorrei che mio figlio mi ricordasse con lo stesso affetto e ammirazione con cui mi trovo a ricordarmi di lui». I funerali si terranno mercoledì 14 agosto alle 16,30 alla chiesa di Nibbiaia.
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