Nuova vita per sabbia e posidonia a Cecina: impianto Rea all’esame in Regione, i tempi e i dettagli del progetto
La società è in attesa dell’autorizzazione per dare il via alla gara da 6,5 milioni di euro
CECINA. L’obiettivo è chiaro: recuperare le terre derivanti dai rifiuti spiaggiati e dal servizio di spazzamento. Trasformare il tutto, per quanto possibile, in ghiaia di varie dimensioni da impiegare nell’edilizia. E nel caso della posidonia farne un ammendante da impiegare nell’agricoltura. Sta in questi confini l’orizzonte del progetto che punta a ridisegnare i capannoni Rea in via dei Parmigiani a Cecina. L’impianto, come avrebbero verificato in fase di sperimentazioni, permetterà anche di recuperare la sabbia marina. Il progetto dalla fine di aprile è all’esame della Regione Toscana, dove è in corso la verifica di assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale. Raccolti i contributi dai vari enti si è in attesa di conoscere se dovrà essere fatto un supplemento di istruttoria oppure arriverà l’autorizzazione per dare gambe all’investimento di 6,5 milioni di euro derivanti dai fondi Pnrr. Ed è un dato non da poco: la struttura per non perdere il beneficio dovrà diventare operativa entro il 2026. Insomma, c’è da correre.
L’iter
È il 15 febbraio quando il nuovo impianto nel Polo di Cecina viene presentato presso il Comune di Cecina dall’allora commissaria straordinaria Vincenza Filippi, assieme al direttore generale di Retiambiente Urbano Dini, all’amministratore unico dell’azienda Rea Marco Giunti e al direttore Stefano Bianchi, coadiuvato dal tecnico Massimo Rossi. Il 23 aprile il progetto proposto da Rea Spa arriva sui tavoli della Regione e il 30 aprile prende il via il procedimento di verifica di assoggettabilità a Via: 30 giorni per la presentazione di osservazioni e 75 per chiudere la procedura. Il quadro dei contributi degli organismi tecnici è aggiornato al 19 giugno. Si chiedono integrazioni e precisazioni, ma non si trovano pareri che chiedono di attivare la valutazione di impatto ambientale.
Gli obiettivi
In occasione della presentazione dell’iniziativa il direttore Rea Stefano Bianchi restituisce la portata del progetto. «Un impianto di questo tipo si innesta in un percorso industriale di rinnovamento della gestione – dice –. Rea crede fermamente che questo possa diventare un impianto innovativo e moderno per tutta l’Ato Costa oltre che un punto di riferimento per la Toscana per quanto riguarda il trattamento di questo tipo di rifiuti, che prima veniva smaltito come indifferenziato e che oggi diventa materia prima seconda. Un passo in avanti per implementare i servizi al cittadino». L’obiettivo, una volta a regime, è trattare nell’impianto di Cecina 30mila tonnellate di rifiuti derivanti dallo spazzamento stradale, dalla posidonia spiaggiata e dalla pulizia delle caditoie stradali. Di queste, a valle del processo, il 70 per cento sarà comunque destinato a finire in discarica.
L’impianto
L’impianto verrà realizzato all’interno dell’area dell’insediamento di Rea Spa all’interno del capannone industriale esistente, che verrà reimpiegato per circa due terzi per l’inserimento delle nuove linee di trattamento mentre nello spazio restante sarà destinato allo svolgimento delle attività già in essere.
Si prevede per il recupero dello spazzamento stradale, delle sabbie e della posidonia, una prima linea per il lavaggio e la separazione di inerti e una seconda linea di trattamento dei fanghi. L’impianto permetterà inoltre la separazione di sovvalli inorganici e non e di metalli che potranno essere avviati a recupero rispettivamente presso impianti di compostaggio o impianti di riciclaggio. L’impianto verrà completato da un sistema di trattamento delle acque di processo che permetterà il riutilizzo dei reflui nelle fasi di lavaggio delle terre consentendo di risparmiare la risorsa idrica.
