Sicurezza
Spiagge Bianche, l’ordinanza “no bus” turistici fa arrabbiare: «È illegittima e va revocata»
L’associazione “Insieme in azione”: «Atto viziato da un eccesso di potere». Ma la comandante Cosimi la difende e parla di «necessità di prevenzione»
ROSIGNANO. Poco importa che sia solo un’ordinanza “sperimentale” e attualmente in un periodo di prova (nel quale non sono previste sanzioni). L’atto con cui il Comune di Rosignano Marittimo ha vietato il transito agli autobus turistici non di linea (quelli cioè estranei al trasporto pubblico locale) nelle zone del lungomare a Vada e a Rosignano Solvay ha già sollevato un vespaio di polemiche. Tra queste, quelle dell’associazione nazionale di cittadini “Insieme in azione” che non ha usato mezzi termini nello stigmatizzare il provvedimento dell’amministrazione rosignanese. «È un provvedimento del tutto illegittimo – dichiara il presidente Pier Luigi Ciolli – e come tale deve essere revocato».
«Un abuso di potere»
Il nocciolo della questione sarebbe proprio la limitazione ai soli autobus turistici privati. «Non si può colpire una sola categoria di autoveicoli, impedendone in questo modo la circolazione, invece di far intervenire la polizia municipale per individuare e sanzionare solo chi viola la legge» tuona Ciolli. L’ordinanza è infatti giustificata dall’esigenza di prevenire il fenomeno del campeggio abusivo sulle spiagge rosignanesi, in particolare alle Spiagge Bianche di Vada, al Galafone e a Solvay.
«Ma ad arrivare a quelle spiagge con gli autobus turistici – spiega Ciolli – non è solo chi si rende colpevole di questi episodi. Ci sono anche famiglie che non si possono permettere di viaggiare in autovettura o di recarsi in uno stabilimento balneare a pagamento – prosegue il presidente di “Insieme in azione” – in questo modo, con un atto che è viziato da un eccesso di potere del tutto immotivato, si vanno a colpire tutti in maniera indiscriminata». Da qui, la richiesta al sindaco «affinché in autotutela di ufficio revochi l’ordinanza. Non farlo – spiega Ciolli – significherebbe mantenere un provvedimento illegittimo che produrrà danni ai cittadini, per l’acquisto e l’installazione di decine di segnali stradali che poi saranno costretti a rimuovere e a smaltire, oltre che per gli oneri relativi alle impugnazioni che il Comune sarà costretto ad affrontare, e anche all’immagine stessa di Rosignano, che si presenta come ostile e discriminante».
Un problema di sicurezza
A sostegno dell’ordinanza c’è però «una necessità di prevenzione per un fenomeno che altrimenti non è più arginabile – spiega la comandante della polizia municipale di Rosignano Dalida Cosimi – per affrontare il problema del campeggio abusivo sulle nostre spiagge servirebbe l’esercito, la polizia municipale non basta: anche se dislocassi tutti e 33 gli agenti sul litorale per fare verbali e smantellare i bivacchi si creerebbe un problema di sicurezza per gli stessi operatori. Parliamo – spiega – di chilometri di spiaggia disseminata di tende, con molti accessi dalle vie interne e dalla pineta e moltissime dune».
Il fenomeno d’altro canto «è cresciuto a dismisura negli ultimi anni – spiega Cosimi – e riuscire a intervenire per reprimerlo sulle spiagge non è possibile. Quello che si può fare – ribadisce – è agire invece in prevenzione, quindi evitare che si faciliti l’accesso alla spiaggia a tutte quelle persone, che abbiamo riscontrato essere la maggior parte di chi campeggia abusivamente sul litorale, che arrivano proprio con questi autobus. È un problema anche a livello sanitario – conclude – e di sicurezza per quanto riguarda il rischio di incendi».
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