Attenzione
Schianto al casello di Rosignano, l’auto era senza gps: il punto sulle indagini e perché è determinante il risultato dell’autopsia
Il 2 giugno l’incidente all’uscita dell’autostrada in cui morirono tre persone. La procura di Livorno ha aperto un’inchiesta
ROSIGNANO. Nessun dispositivo gps nell’auto in grado di ricostruirne il percorso a ritroso. È questo l’ultimo dato emerso dalle indagini che la polizia stradale di Livorno ha avviato dopo l’incidente che si è verificato il 2 giugno scorso al casello di uscita dell’autostrada A12 e che è costato la vita a tre persone. Determinante per fare luce sull’accaduto, a questo punto, sarà l’esito dell’autopsia sul corpo del conducente, che è stata effettuata più tardi del previsto in quanto è stato necessario attendere i familiari della coppia di tedeschi deceduti.
L’incidente
Il 2 giugno, lo ricordiamo, un’auto con a bordo una coppia di turisti tedeschi si è schiantata contro il casello dell’autostrada Rosignano Barriera colpendo il gabbiotto del casellante e un’auto in coda in attesa di pagare su cui viaggiavano una ragazza e un 21enne fiorentino. L’impatto è stato violentissimo e le due auto si sono cappottate, andando a colpire anche la macchina di fronte. Tre le vittime: la coppia di tedeschi (Friendrich Robert Fendt e Marina Cornelia Schubert: marito e moglie) e il 21enne fiorentino Marco Acciai. Sull’incidente la procura di Livorno ha aperto subito un’inchiesta per omicidio colposo plurimo delegando allo svolgimento delle indagini la polizia stradale, che il giorno dello schianto è intervenuta sul posto acquisendo le testimonianze delle persone presenti al momento dello scontro e sequestrando l’auto dei tedeschi che ha innescato la carambola (praticamente distrutta). Le salme, parallelamente, sono state trasportate all’obitorio e, per quanto riguarda la coppia di tedeschi, messe a disposizione del magistrato di turno, che ha disposto l’autopsia per fare maggiore chiarezza sulla causa della morte.
Le indagini
Alla guida della macchina, a quanto sembra, c’era l’uomo. La polizia nell’auto non ha trovato dispositivi gps da utilizzare per ricostruire a ritroso il percorso dell’auto, dunque determinante sarà l’esito dell’autopsia sul conducente, che ha tardato perché c’era necessità di attendere i familiari in arrivo dalla Germania. L’esame serve per capire che cosa possa aver causato la perdita di controllo del veicolo. Se, cioè, alla base dell’incidente c’è stato o meno un malore. Sull’asfalto, comunque, non c’erano segni di frenata e dai video si vede che la macchina, una volta arrivata nelle immediate vicinanze del casello, cambia direzione e si schianta contro le auto in coda nella corsia di pagamento. Nell’incidente, lo ricordiamo, sono rimaste ferite complessivamente cinque persone, tutte in modo lieve: il casellante e una famiglia straniera che si trovava nell’auto ferma al casello di fronte alla macchina dei giovani fiorentini.
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