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Porto di Cecina, offerta Setha sotto esame: a decidere sarà il tribunale

di Manolo Morandini
Porto di Cecina, offerta Setha sotto esame: a decidere sarà il tribunale

L’obiettivo è di perfezionare la compravendita in tempi stretti

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CECINA. Sei mesi per decidere il futuro del porto alla foce del Cecina. È questo l’orizzonte temporale definito nel piano di concordato. La presentazione dell’offerta vincolata da parte del fondo immobiliare inglese Setha, che è stata formalizzata il 19 giugno a Porto Spa, Tribunale di Livorno e Comune di Cecina, è in linea con i tempi. Adesso spetta al Tribunale di Livorno accertare la validità dell’offerta del fondo inglese, predisponendo una eventuale richiesta di integrazioni affinché il tutto sia nel solco della massima garanzia per le diverse classi di creditori della società cecinese. Poi ci sarà l’accettazione dell’offerta che si concluderà con la vendita vera e propria e la Porto potrà avviare, dopo aver incassato i 19, 4 milioni, l’iter per il pagamento dei creditori. Eventuali deroghe al calendario oltre il 31 dicembre potranno essere concesse solo dal Tribunale di Livorno.

Chi è Setha

Il fondo immobiliare Setha è riconducibile all’imprenditore italiano Manuel Alsoni. Si tratta di una realtà che opera in Inghilterra e in Italia occupandosi di operazioni di rigenerazione urbana di grandi complessi. L’offerta d’acquisto di Setha è condizionata dalla richiesta di approvazione in via definitiva della variante urbanistica per permettere la realizzazione di posti auto non in ipogeo, previsti nell’originario progetto.

Di fatto si tratta di stralciare parte dei volumi destinati al turistico ricettivo per far spazio a un’area di sosta attrezzata con tanto di coperture a pannelli fotovoltaici. Tra l’altro la società inglese in Toscana sta lavorando anche allo sviluppo di due aree nella zona nord di Firenze, per un totale di 107mila metri quadrati, con destinazione urbanistica d’uso multipla.

La condizione

L’offerta Setha è in linea con il prezzo di vendita del complesso immobiliare definito dal piano concordatario di 19,4 milioni di euro. C’è però l’avverarsi di una condizione al perfezionamento della compravendita: l’approvazione della variante urbanistica con cui rivedere il progetto di sviluppo a terra del porto.

Il fondo inglese richiede lo stralcio di volumi destinati al turistico ricettivo per destinare le aree a parcheggio con tanto di coperture a fotovoltaico per soddisfare il fabbisogno energetico, almeno in parte, del porto. L’iter è in mano all’amministrazione comunale e di fatto un’indicazione sui tempi sarà possibile dopo l’insediamento del nuovo sindaco. Di certo, si tratta di una variante dall’iter semplificato e come tale potrebbe concludersi in tempi stretti.

Quel che deve essere chiarito è chi ha la titolarità per presentarla. A rigor di logica dovrebbe essere il nuovo proprietario del comparto immobiliare. Ma se così fosse, il passaggio striderebbe con i termini dell’offerta vincolata di compravendita che prevede che la variante urbanistica sia pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana (Burt) ovvero che sia pienamente efficace.

La pubblicazione sul Burt è l’ultimo atto dell’iter: è possibile solo dopo l’approvazione della variante da parte del consiglio comunale. Si tratta comunque di un iter da definire nei tavoli operativi che c’è da immaginarsi verranno fatti nelle prossime settimane.

Il plus

C’è un di più che il nuovo acquirente potrebbe decidere di mettere a valore, oltre la realizzazione dell’attuale progetto portuale. Il nuovo piano strutturale del Comune di Cecina prevede a monte di via Volterra i servizi di cantieristica e in continuità con la darsena nuova, in terreni di proprietà del Comune di Cecina, l’ampliamento della darsena per aumentare la dotazione di posti barca di alcune decine. Il tutto stando dentro a una cornice che non modifica il piano di concordato, ma semmai è un plus che crea dei presupposti in valore per dargli le gambe.

La concessione

La concessione è rilasciata dal Comune. L’unica variabile è la presentazione da parte di Setha di fideiussioni a garanzia delle opere che sono indicate nella convenzione, dove si prevede che il soggetto attuatore si impegna a realizzare una serie di opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Questa dovrà essere sottoscritta da Setha con il Comune, che dovrà indicare un’opera di valore equivalente all’argine in sinistra idraulica del fiume che l’ente ha deciso di realizzare in via d’urgenza ottenendo risorse dalla Regione.

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