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Rosignano, Marabotti smonta il patto del caffè: «Non ho fatto e non farò inciuci»
Verso il ballottaggio ha preso quota la voce di una intesa con Scarascia
ROSIGNANO. I termini dell’asse non sono noti. Certo è che la foto uscita dall’album dei ricordi per sottolineare il filo di un dialogo in vista del ballottaggio del 23 e 24 giugno tra Claudio Marabotti e il consigliere comunale uscente di Fratelli d’Italia Stefano Scarascia ha centrato almeno un obiettivo. Quello di smuovere il dibattito post primo turno, chiuso con Daniele Donati che ha ottenuto 5.373 voti seguito da Claudio Marabotti con 4.745 e messo fuori dalla corsa Roberto Testa (4.648) e Paolo Bini (456).
«Ha destato stupore che alcuni esponenti di Fratelli d’Italia abbiano invitato gli elettori del centrodestra a votare per me come candidato sindaco, in nome di un cambiamento che ritengono indispensabile, oltre che di una stima personale che nutrono nei miei confronti – dice Marabotti –. Chi si stupisce non ha capito niente del civismo che mira a unire persone diverse per obiettivi concreti legati alla gestione locale, senza che ciò implichi la rinuncia alle proprie idee politiche. Nonostante io sia persona notoriamente di sinistra, nella mia coalizione ci sono anche persone di centrodestra». E sottolinea che «alle elezioni europee i partiti di centrodestra hanno ottenuto oltre mille voti in più rispetto alle comunali: una larga parte di quei voti sono stati dati alla nostra coalizione». Ed è un dato risultato indigesto al civico Testa in corsa col sostegno dei partiti di centrodestra.
«Se gli elettori che al primo turno hanno votato per il centrodestra vogliono un cambiamento hanno una sola possibilità: votare per me al ballottaggio – afferma Marabotti –. Facendo altrimenti si ritroveranno nella stessa palude. Io non ho fatto e non farò mai inciuci con i vertici locali del centrodestra per ottenere il loro sostegno, come farebbe e come sta realmente facendo in queste ore un candidato ancorato alla vecchia politica com’è il mio avversario».
E a proposito della foto: «Chi cerca scheletri nel nostro armadio deve stare attento perché è più facile che li trovi nel suo – sostiene –. Tre anni fa, all’elezione del vicepresidente del consiglio comunale, nel segreto dell’urna diversi consiglieri Pd votarono, per chissà quali giochi oscuri, per eleggere Scarascia alla seconda carica consiliare, provocando perfino la reazione sdegnata dell’Anpi. Chi mi voterà lo farà perché ha fiducia in me, perché vuole trasparenza e perché vuole interrompere un dominio politico ininterrotto che dura da troppi decenni».
Non rinnega Scarascia quanto sostenuto: «Non può vincere il Pd, al ballottaggio votate Marabotti». Ma smonta il castello che si è voluto costruire sulla foto in cui è ritratto con Marabotti a un tavolo del bar Ginori di Castiglioncello.
«Non so chi abbia fornito la fotografia mia e di Marabotti al Caffè Ginori, né chi l’abbia scattata senza avvertirci e ora la utilizza in modo almeno discutibile – dice Scarascia –. Quel che è certo è che la foto risale a maggio del 2023, probabilmente il 7 , Donati lo sa perfettamente in quanto me l’ha inviata lui il giorno 8 e dovrebbe sapere anche chi l’ha scattata». Che risegue: «Fa sorridere l’ipotesi di una congiura politica siglata al bar, nel locale più frequentato di Castiglioncello. Capisco le difficoltà del Pd e la disperata ricerca di consensi per il ballottaggio. Consensi che non avrà ed è inaccettabile cercarli con attacchi personali che non stanno in piedi neanche con le stampelle. Donati si sforzi a trovare altri più seri argomenti da offrire agli elettori per evitare la sconfitta».
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