Il Tirreno

Elezioni comunali

Cecina, Comune in bilico in vista del ballottaggio: ecco le possibili alleanze

di Claudia Guarino
Giangrande e Burgalassi
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Giangrande e Burgalassi

A separare i due candidati Giangrande e Burgalassi sono 427 voti. Gli esclusi per ora tacciono, ma le loro scelte saranno determinanti

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CECINA. Sebbene nessuno degli sconfitti al momento voglia sbilanciarsi, è chiaro che il loro appoggio (sia esso formale o informale) sarà determinante nel piatto della bilancia da ballottaggio. Perché a separare il candidato di centrodestra Salvatore Giangrande e quella di centrosinistra Lia Burgalassi ci sono solamente 427 voti. E se è vero che ieri – a detta di tutti – è stato il giorno del relax, è anche vero che il secondo turno è dietro l’angolo. E, a pausa di riflessione in corso, all’orizzonte si profila il risiko delle alleanze.

Qui centrosinistra

«Certamente lavoreremo per allargare il consenso – dice Lia Burgalassi – in che modo lo faremo, è prematuro dirlo». Un’ipotesi potrebbe essere agganciare Fuori dal Comune. Mimmo di Pietro, del resto, è già stato assessore in una giunta di centrosinistra. Dunque il collegamento non è così ardito. «Non abbiamo accordi con nessuno – dice Di Pietro – ma valuteremo». L’insegnante, d’altra parte, pur non sbilanciandosi su chi possa essere quel “qualcuno”, sottolinea che «noi crediamo che sia importante costruire. Abbiamo creato un gruppo e per Cecina siamo disposti a continuare a costruire. Anche allargando orizzonti». Poi dice di aver «chiamato sia Giangrande che Burgalassi per complimentarsi con loro per i risultati». A un certo punto dello spoglio, a dire la verità, è anche sembrato possibile il sorpasso del civico che, per inciso, ha spopolato nelle sezioni di Palazzi. «Credo che in questo caso il grande merito vada alla presenza sul territorio e alla nascita di un gruppo di palazzetani che lì si impegna da anni».

Qui centrodestra

Venendo al centrodestra, in condizioni normali sarebbe scontata l’equazione Pazzaglia uguale centrodestra uguale sostegno a Giangrande. Ma dato che l’avvocato cecinese si è dato allo scissionismo, smarcandosi dalla coalizione di centrodestra e puntando alla fascia tricolore per conto suo col sostegno delle liste civiche, il calcolo potrebbe facilmente non tornare. «Non ho sentito Giangrande dopo il voto – dice Pazzaglia –. Per il resto, ritengo il mio risultato soddisfacente. Anche perché eravamo soli contro tutti. Non nego che speravo in qualcosa di più, ma accetto i risultati e sapere che più di 1.700 persone si sentono rappresentate da me è un risultato che ci soddisfa». E sul possibile appoggio in vista del ballottaggio? «No comment. Sicuramente il nostro è un risultato importante, che può avere un peso». E un peso potrebbe averlo anche il quasi 10% accumulato da Federico Fulceri. «Il risultato poteva essere migliore – dice il candidato –. E sulle alleanze, per il momento, non mi sento di sbilanciarmi».

Verso il ballottaggio

Lo sguardo, comunque, è l ì. Verso il 23 e il 24 giugno, quando si svolgerà il ballottaggio per scegliere chi sarà il nuovo sindaco di Cecina nell’era del post commissariamento. «Per noi il risultato ottenuto – sottolinea Giangrande – è una grande soddisfazione». Concetto condiviso anche dalla deputata forzista Chiara Tenerini. «È un risultato straordinario – dice – . Ora al ballottaggio puntiamo a vincere per dare alla città un’amministrazione solida, efficace e trasparente, in grado di far ripartire con nuovo slancio il nostro territorio». Burgalassi, da parte sua, si dice «soddisfatta. Il risultato migliore è l’aver riunito una comunità politica che ha lavorato senza nessun contrasto interno. Abbiamo lavorato tutti senza tensioni. E abbiamo incontrato tante persone che sono state un valore aggiunto per noi». Adesso la parola torna ai cittadini. Seggi di nuovo aperti. Si sceglie il sindaco.
 

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