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Cecina, ex Francesi: respinta la richiesta dei danni. Nel 2016 l’ultima stagione del villaggio turistico poi l’abbandono

Cecina, ex Francesi: respinta la richiesta dei danni. Nel 2016 l’ultima stagione del villaggio turistico poi l’abbandono

Il Tar della Toscana dà ragione a Demanio e carabinieri forestali che nel 2022 hanno revocato la concessione

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CECINA. È chiuso da otto anni. E chissà per quanto ancora lo resterà. Nel 2016 l’ex Villaggio dei Francesi, in località Le Gorette, è stato aggiudicato in concessione a Sandy Beach, società che fa capo alla famiglia di imprenditori grossetani Piccionetti. Che cosa abbia guastato il rapporto con l’Agenzia del Demanio e i carabinieri forestali non è dato sapere. O meglio, le parti in causa raccontano versioni contrastanti. Al punto che si è arrivati alle carte bollate. E il Tar della Toscana, a cui si è rivolta la società, ha fatto la sua sintesi. Nessun grave inadempimento del Comando unità tutela forestale ambientale e agroalimentare dei Carabinieri, nelle sue diverse declinazioni, a cui fa capo la proprietà. E l’obbligo in capo a Sandy Beach di pagare i canoni per il periodo in cui ha avuto la disponibilità del bene.

La sentenza è del 21 maggio. Non è dato sapere se verrà presentato appello. Sandy Beach Srl si era aggiudicata il 12 dicembre 2016 la concessione fino al 2037 a fronte di un canone annuale di 411mila euro. Il contratto di concessione è stato stipulato il 21 dicembre 2017, con decorrenza da febbraio dell’anno successivo. Da marzo del 2020 Sandy Beach ha interrotto il pagamento dei canoni lamentando che nel perimetro del villaggio risultano beni urbanisticamente non conformi oltre ai maggiori costi chela società avrebbe dovuto sostenere per la protezione del tratto di costa prospiciente il villaggio. E chiede una revisione del contratto con allungamento di cinque anni e la sospensione della corresponsione dei canoni.

Risultato: a luglio 2022 i Carabinieri Forestali avviano il procedimento di risoluzione contrattuale che si è chiuso il 15 settembre dello stesso anno con la ripresa in consegna del bene.

Di fatto, tra le certezze della lite, che si preannuncia tutt’altro che di breve periodo, il progetto di fare dell’ex Villaggio Francese un complesso di categoria superiore passando dai 300 storici bungalow a 103, più grandi e confortevoli, è naufragato. A demolire le strutture ci hanno pensato il tempo e l’incuria. Mentre i fabbricati in cemento, o meglio quel che ne resta, che avrebbero dovuto essere rimpiazzati con strutture in legno, nel rispetto dell’ambiente pinetato nel quale è inserito l’ex villaggio, sono ancora al loro posto. Il progetto aveva già ottenuto il parere favorevole da parte della Soprintendenza, ma non tutte le ulteriori autorizzazioni e permessi sembrano essere arrivati. E il filo che legava l’operazione sul campeggio demaniale al porto turistico alla foce del Cecina si è spezzato da tempo. Nel preliminare tra Porto Cecina e Peverell si confermava l’interesse per quell’area che darebbe un accesso diretto al mare dalla zona dove si prevedevano di edificare albergo e case. Oggi, Porto Spa è in concordato in continuità e resta lo spettro del fallimento, salvo il buon fine della trattativa di vendita in corso che dovrebbe definirsi in queste settimane.

Nelle stanze del Comune di Cecina a settembre 2018 era stata presentata la richiesta di un permesso a costruire per attività di manutenzione e riqualificazione dell’intera area del villaggio. Ma allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) non sono mai arrivate richieste di inizio attività.

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