Italia
Cecina, nuova mensa: riparte il cantiere, arrivato il via libera del ministero
La struttura servirà sia la scuola elementare Guerrazzi che le medie Galilei
CECINA. Dopo mesi di stop al cantiere (fermo dal 15 gennaio) finalmente è arrivato il parere positivo del ministero dell’Istruzione e del Merito che permetterà la prosecuzione dei lavori per realizzare la nuova mensa che servirà la scuola primaria Guerrazzi e le medie Galilei.
Un nulla osta atteso con ansia dagli uffici comunali, pronti da tempo ad approvare la variante al progetto originario necessaria per permettere alla ditta vincitrice dell’appalto da 711.480 euro (la Effedil Costruzioni srl di Rosignano Marittimo) di completare l’opera nell’area parcheggio che separa i due plessi scolastici di Cecina, alle spalle del teatro De Filippo. Il progetto definitivo fu approvato lo scorso giugno con già la certezza da parte del Comune di aver intercettato i fondi europei derivanti dal Pnrr per finanziare l’intera operazione. Il 30 agosto 2023 la gara d’appalto designò la Effedil come titolare del cantiere velocizzando le procedure burocratiche per centrare l’obiettivo della consegna dei lavori entro la fine del mese di novembre. Così è stato: il 23 novembre scorso gli operai della ditta si sono presentati nel parcheggio che separa i due edifici scolastici e hanno iniziato a scavare le fondamenta della nuova struttura che dovrà accogliere al suo interno gli alunni sia della scuola primaria che della vicina Galilei.
L’intero progetto mira a sopperire in questo modo alla prossima chiusura della scuola elementare Rodari (attualmente con una sola sezione attiva e da anni vittima di un costante calo degli iscritti): la primaria Guerrazzi avrebbe infatti già una propria mensa ma quei locali sono destinati ad accogliere gli alunni della Rodari nell’ottica di una fusione tra le due scuole. Quindi l’opportunità di costruire un apposito locale mensa esterno all’edificio principale dell’istituto primario ha permesso al Comune di dare una risposta anche alla vicina scuola media, assegnando all’utilizzo della nuova struttura anche gli studenti più grandi. I due plessi saranno inoltre collegati al nuovo da camminamenti protetti, secondo quanto concordato dopo una consultazione con la stessa dirigenza scolastica.
Qualcosa però va storto e la tabella di marcia dei lavori subisce una brusca interruzione. Durante gli scavi vengono infatti trovati dagli operai «manufatti di calcestruzzo interrati quali fondazioni di edifici preesistenti non segnalate», come si legge nella perizia di variante: manufatti che devono essere demoliti e smaltiti per poter continuare con l’intervento. Così come «tratti di tubazione di fognatura bianca per la rete di raccolta delle acque meteoriche e di tubazione di fognatura nera precedentemente segnalate con andamento diverso» che interferirebbero con le fondazioni del nuovo edificio in costruzione e pertanto devono essere deviati con la conseguente demolizioni dei tratti che si trovano a passare sotto il manto d’asfalto del parcheggio. Infine sono stati trovati interrati «collegamenti elettrici» che anche in questo caso finirebbero con l’intralciare i lavori di costruzione della nuova mensa: in questo caso il progetto di variante prevede lo scavo a mano per l’identificazione del tracciato e il distacco dell’alimentazione del tratto di linea fino al pozzetto esterno all’area di scavo. Tre operazioni distinte per un totale che ammonta a poco meno di 30mila euro (Iva compresa) e che possono essere risolte in circa 15 giorni.
Per procedere però, trattandosi di un cantiere finanziato con fondi Pnrr, è stato necessario attendere il parere positivo della cosiddetta “unità di missione” del ministero dell’Istruzione e del Merito mirata all’approvazione della proposta di variante. I lavori si sono così interrotti il 15 gennaio scorso e, elaborata tutta la documentazione necessaria, il 18 marzo è stata inviata richiesta a Roma per ottenere il nulla osta. Il 3 maggio è arrivata una prima risposta del Ministero che ha chiesto un’integrazione di documenti, quindi il via libera definitivo che ha permesso agli uffici di approvare il progetto modificato. Adesso servirà un ulteriore approvazione – anche se a questo punto appare solo come una formalità – da parte del ministero. Poi il cantiere potrà nuovamente partire: l’obiettivo resta comunque la conclusione dei lavori entro la fine del 2025, come da cronoprogramma iniziale.
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