Gioco
Cecina, tragedia in sala operatoria, bimbo nasce senza vita: l'arresto cardiaco improvviso e l'intervento d'urgenza
L’Asl ha disposto un audit interno e il riscontro diagnostico: gli esami pre parto non avevano individuato alcuna complicazione
CECINA. È nato morto, nonostante il personale sanitario dell’ospedale di Cecina abbia tentato l’impossibile per salvarlo. Una tragedia immane quella avvenuta poco dopo le 22 di mercoledì 22 maggio in sala parto, con una trentaduenne residente in zona – ricoverata nel reparto di ginecologia per mettere alla luce il suo secondo bambino – che dopo una gravidanza apparentemente senza problemi, prima dell’induzione al parto, è stata portata in sala operatoria per un cesareo d’urgenza, nella speranza di salvare il piccolo.
Il dramma
Il parto era previsto in questi giorni, al canonico scadere dei nove mesi, motivo per il quale la paziente si trovava già in ospedale. Doveva essere una nascita naturale, secondo quanto programmato. La donna, in passato, aveva già concluso positivamente una gravidanza, con il concepimento del primo figlio con la tecnica del cesareo. Ora il fratellino, quattro chili di peso, avrebbe dovuto fargli compagnia. Ma purtroppo una complicazione ha trasformato il periodo di gioia in un dramma senza fine. Il tracciato – l’esame diagnostico per verificare lo stato di salute del feto e, allo stesso tempo, controllare le contrazioni dell’utero – sembrava positivo e non c’era nulla che facesse presagire al peggio. Ma all’improvviso la trentaduenne ha avvertito delle contrazioni, rendendosi conto che la situazione stava precipitando.
Parto d’urgenza
Così, poco dopo le 22, il personale di turno ha tentato un parto cesareo d’urgenza, la prassi in questi casi. I battiti del piccolo erano scesi sotto la soglia d’allarme dei 60 battiti al minuto, a quota 50: praticamente era in arresto cardiaco e ci è rimasto per più di cinque minuti. La mamma, prima di essere sedata, si è resa conto di tutto, pur venendo rassicurata dal personale sanitario. Personale che ha fatto il possibile per salvare il bambino, facendolo nascere – purtroppo morto, non avendo più alcun segno vitale – in tempi record. Lunghi i tentativi di rianimazione per cercare di riportarlo in vita. Minuti estenuanti, conclusi purtroppo con il medico che, in sala operatoria, non ha potuto far altro che dichiararne il decesso. Con il terribile compito, una volta svegliata, di dirlo alla donna. Che sperava di poter festeggiare quel lieto giorno con il resto della sua splendida famiglia.
Le conseguenze
Mercoledì 29 maggio, l’Asl Toscana nord ovest, ha in programma un audit interno fra tutti i professionisti che sono stati coinvolti nella vicenda e i tecnici del rischio clinico. Si tratta di un iter di routine, quello in programma a Cecina, visto che durante l’incontro dovrà essere analizzato l’intero percorso clinico della trentaduenne cecinese, in modo da stabilire con esattezza se siano state rispettate tutte le procedure previste in questi casi.
Riscontro diagnostico
Giovedì 23 maggio è stato disposto, come da prassi, anche un riscontro diagnostico, con la salma che nella mattina di venerdì 24 maggio è stata trasferita dall’ospedale di via Montanara all’istituto di medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, a Pisa, per l’esame medico-legale. Nel frattempo, come è previsto in questi casi, è stato attivato il supporto psicologico sia per la donna, che per i suoi familiari. Lo stesso supporto professionale è stato disposto, chiaramente, per gli operatori coinvolti in questa drammatica vicenda, profondamente segnati dall’accaduto.
Il profilo penale
Al momento, è quanto emerge dalle verifiche effettuate dal Tirreno, non risulta alcuna ipotesi penale. Le forze dell’ordine – né i carabinieri della Compagnia di Cecina, né la polizia di Stato, con il commissariato di corso Giacomo Matteotti – non sono mai state avvertite, visto che fino alla serata di giovedì 23 maggio non era ancora stata presentata alcuna querela da parte della famiglia, che potrebbe decidere di non sporgerla mai. La procura non ha quindi messo sotto sequestro la salma, né aperto un fascicolo. Allo stato attuale si è mossa solamente l’Asl Toscana nord ovest, come da prassi in questi casi, per effettuare l’audit interno in modo da ricostruire con esattezza cosa sia accaduto, e se siano rispettate tutte le procedure in vigore. La stessa azienda sanitaria, nelle prossime ore, potrebbe decidere – circostanza che appare comunque molto probabile – un riscontro diagnostico sulla salma del piccolo. Un bambino tanto atteso, ma che purtroppo non è mai nato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
