Il Tirreno

Il caso

Montescudaio, blitz della Finanza in Comune: richiesti anni di incartamenti

di Gabriele Buffoni
Ilmunicpio di Montescudaio
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Ilmunicpio di Montescudaio

La sindaca Simona Fedeli: «Nessun avviso di garanzia, sono serena»

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MONTESCUDAIO. Due auto si fermano davanti al municipio di Montescudaio. Ne escono un piccolo stuolo di fiamme gialle e agenti della polizia giudiziaria: provengono rispettivamente dalla sede della compagnia della guardia di finanza di Volterra e dalla Procura di Livorno. In mano hanno un ordine per richiedere l’esibizione di una lunga serie di documenti agli uffici comunali. Incartamenti che riguardano progetti e relazioni prodotte dal Comune non solo negli ultimi cinque anni di amministrazione ma anche molto più indietro nel tempo: per alcune questioni – tra cui, una su tutte, il complesso tema relativo al nuovo depuratore comunale – i militari hanno richiesto documentazione risalente anche ai primi anni Duemila.

Quello attuato dalla Finanza la mattina di venerdì 10 maggio – nei giorni decisivi per la presentazione delle liste elettorali – è stato un vero e proprio blitz. Che in paese ha assunto ben presto i contorni di un giallo. Perché sui motivi dell’operazione dei finanzieri dettagli precisi – e soprattutto in grado di trovare conferma in Procura – ancora non sono emersi. Quel che è certo è che «non è stato presentato alcun avviso di garanzia – conferma la sindaca uscente di Montescudaio, Simona Fedeli – né ci hanno riferito alcuna notizia di reato». Insomma, se di un fascicolo di indagine si parla, gli investigatori si troverebbero ancora nel pieno delle indagini preliminari. Su cui verterebbe il massimo riserbo, nonostante da quel che trapela da ambienti vicini alla Procura sembra che siano state ascoltate dagli inquirenti già alcune persone nel corso degli ultimi mesi. Secondo una prima ricostruzione dei fatti che hanno portato alla richiesta di documenti ordinata dai militari poco più di dieci giorni fa, tutto sarebbe partito dall’esposto presentato da un ex dipendente comunale. Da lì sarebbe scattato il lavoro di approfondimento delle fiamme gialle culminato proprio con la presenza in municipio dei militari una decina di giorni fa.

«Le richieste da parte della guardia di finanza non sono sembrate correlate tra loro, sono state poco circostanziate e sono relative anche a soggetti esterni al Comune – spiega Fedeli – non ho idea del perché abbiano richiesto certi atti, ma personalmente sono serena e tranquilla anche del buon operato da parte di tutti gli uffici. Che fin da subito si sono messi a disposizione e hanno collaborato per fornire ai finanzieri il materiale richiesto». Sulla questione è intervenuto anche il candidato sindaco Loris Caprai: in diversi infatti in paese, vista la contrapposizione elettorale con l’amministrazione uscente, lo ritenevano l’autore di una fantomatica “soffiata” alle fiamme gialle. «Niente di più falso – sottolinea lui – di un’indagine della Finanza sulle attività del Comune si parla da tempo, fin dall’anno scorso. Ed è un argomento su cui non voglio spendere nemmeno una parola».


 

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