Il Tirreno

L’economia del mare

Cecina, ramaglie e canne in spiaggia, i balneari potranno bruciarle: le regole

di Gabriele Buffoni

	Escavatori al lavoro per accumulare il legname su una spiaggia di Cecina
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Escavatori al lavoro per accumulare il legname su una spiaggia di Cecina

L’ordinanza rimarrà valida fino al 30 giugno

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CECINA. C’è il via libera per i balneari a dar fuoco alle sterpaglie portate dal mare. Non si tratta certo di falò incontrollati, ma di fuochi che – almeno nelle intenzioni dell’ufficio ambiente municipale – dovranno essere limitati e contenuti, mirati unicamente a fornire una soluzione in più ai titolari degli stabilimenti balneari del territorio per smaltire il materiale vegetale portato in spiaggia dalle mareggiate. Insomma, una strada alternativa per evitare cumuli di detriti vegetali troppo ingenti e snellire così sia il lavoro che i costi per le casse comunali. Il permesso arriva direttamente con un’ordinanza emessa dal Comune di Cecina – e ratificata dalla commissaria prefettizia Vincenza Filippi – nella giornata di giovedì. Fino al 30 giugno tutti i titolari dei bagni cecinesi potranno approfittarne. Ma a specifiche condizioni, disposte proprio per evitare di aumentare sensibilmente il rischio di incendi. Un pericolo tutt’altro che secondario, per evitare il quale serviranno inevitabilmente anche controlli più capillari da parte delle forze dell’ordine (polizia municipale in prima fila). Così da trovare tempestivamente gli eventuali “furbetti” e sanzionarli per il mancato rispetto della norma.

L’origine del problema

Alla base di tutto c’è la questione mareggiate. La più grave è avvenuta lo scorso novembre, con la costa cecinese completamente invasa da sterpi, ramaglie e altro materiale vegetale tra cui veri e propri tronchi e un grande ammasso di canne. Ma quello avvenuto in quel periodo non è rimasto un episodio isolato. Tant’è che da Pasqua (quando il Comune predispose un intervento di pulizia generale delle spiagge, comunque non risolutivo) a oggi sono state almeno altre due le mareggiate che hanno ridotto nuovamente il litorale in uno stato critico. Quantomeno, non presentabile in vista dell’ormai imminente apertura della stagione turistica estiva. Visti quindi i tempi stretti e la grande quantità di materiale vegetale ancora presente, il Comune ha pensato di prendere un provvedimento “storico”: concedere ai balneari una sorta di deroga ai normali divieti di abbruciamento sulle spiagge. È la prima volta che il Comune emette una simile ordinanza, che va di fatto a ricalcare quanto i titolari degli stabilimenti erano soliti fare fino ad alcuni anni fa, quando sono entrate in vigore norme più restrittive sui fuochi in spiaggia. Ma nonostante questo permesso ci sono regole ferree da rispettare.

Le regole

Intanto il legname depositato sulle spiagge dovrà essere selezionato dagli operatori balneari separando i tronchi di alberi – che non potranno essere bruciati ma smaltiti chiamando gli appositi uffici del Comune attraverso l’intervento di Rea – dal resto delle ramaglie e dalle canne trasportate dal mare. Inoltre tutto dovrà essere ripulito da eventuali materiali estranei (come pezzi di plastica o cartacce) e non potrà essere bruciata la posidonia oceanica (che è considerata materiale speciale, con specifiche direttive per il suo smaltimento). I fuochi dovranno poi essere limitati nelle dimensioni: ogni giorno potrà essere bruciato solo «materiale vegetale con ingombro massimo di un metro stero», ovvero poco meno di un metro cubo di ramaglie. «In questo modo – spiegano dal Comune – gli abbruciamenti riguarderanno una quantità talmente minima di materiale da non generale problemi neppure sotto il profilo ambientale», con il rilascio di eventuali cloruri. Inoltre è consigliato l’uso di bidoni metallici per un più corretto smaltimento delle ceneri, mentre se il materiale sarà bruciato sulla sabbia dovrà essere disposto in cataste e dovrà essere asciutto per limitare la produzione di fumo. I fuochi inoltre dovranno essere gestiti dalle 5 alle 7 del mattino e limitati nella fascia di spiaggia di 5 metri a partire dal limite “lato mare” della concessione per poi essere spenti dall’acqua di mare. Nessun fuoco potrà essere acceso nelle spiagge libere e comunque l’ordinanza perderà validità dopo il 30 giugno, con l’insorgere del periodo di rischio incendi stabilito dalla Regione Toscana. 

Un provvedimento atteso

Immediata l’esultanza da parte dei balneari, particolarmente preoccupati per lo stato attuale degli stabilimenti. «È da anni che chiediamo questo provvedimento – spiega Alberto Nencetti, presidente di Sib Confcommercio Livorno e titolare del bagno Ippocampo di Marina di Cecina – questo permetterà al Comune di risparmiare il 90% dei costi per lo smaltimento delle sterpaglie. Ed eviterà soprattutto i danni provocati dai mezzi meccanici – conclude – che portando via grandi quantità di materiale ligneo dalle spiagge finivano per trascinare via anche la sabbia, aggravando sempre di più il problema dell’erosione».
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