Gioco
Rosignano piange Eduardo Spatola, storico titolare del bar Centro
Prima della pensione ha guidato il locale insieme alla moglie. Aveva 73 anni
ROSIGNANO. Quando l’ha vista se n’è innamorato subito. Lui era dietro al bancone, lei di fronte. Una chiacchiera, un caffè. Poi non si sono più lasciati, Giuliana ed Eduardo. «Nonno era innamoratissimo di lei». Ma da qualche tempo Eduardo Spatola non stava molto bene. Era stato all’ospedale per aver contratto un’infezione e ieri è morto. Aveva 73 anni e lascia un grande vuoto nei cuori di tutti coloro che lo amavano. In quelli degli ex clienti e degli amici, ma soprattutto in quelli della moglie Giuliana e delle nipoti Federica e Cristiana.
Il bancone
La sua è stata una vita trascorsa dietro al bancone. Spatola, infatti, aveva preso la gestione del bar Centro, sulla via Aurelia a Rosignano Solvay, una cinquantina di anni fa. E tra quelle mura aveva anche trovato amore e socia. Tanto che Giuliana, oltre a diventare sua moglie ha cominciato a lavorare con lui. Ed eccoli, Giuliana ed Eduardo, gli storici baristi di Solvay, a servire insieme caffè e preparare panini e brioches. Il bar Centro, del resto, era diventata la loro seconda casa. «Nonno – racconta la nipote Federica – ci raccontava spesso del suo lavoro. Diceva che dal bar erano passati tanti personaggi famosi, per esempio Retano Zero. Amava la sua attività e amava anche fare dolci e produrre il gelato. Era un gran lavoratore».
L’ultimo saluto
I due, dopo quarant’anni dietro al bancone, una decina d’anni fa hanno deciso di cedere la gestione del bar per andare in pensione, che hanno trascorso insieme, fianco a fianco. La salma di Eduardo Spatola è esposta alla camera mortuaria dell’ospedale di Cecina e qui rimarrà anche oggi. Chi vorrà, dunque, potrà andare alla camera ardente per dare l’ultimo saluto allo storico barista di Rosignano Solvay. All’imprenditore che per quarant’anni ha accolto i clienti col sorriso, diventando una colonna portante del commercio del paese. Domani, invece, la salma di Spatola sarà trasportata a Livorno per la cremazione.
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