Lutto
Martina, la “pacchista” di Cecina strappa un buon assegno
La 28enne ha partecipato come concorrente ad “Affari Tuoi” su Rai
CECINA. Dopo ventidue puntate trascorse da “ pacchista” (ovvero da aspirante concorrente, intenta ad aprire i pacchi alla chiamata del partecipante di turno al gioco) per Martina Graziani, 28enne di Cecina, martedì sera è arrivato il momento di essere protagonista e giocare la propria partita ad Affari Tuoi, il popolare gioco televisivo condotto da Amadeus in onda ogni sera su Rai 1. Riuscendo alla fine della serata a strappare al “dottore” – la controparte di ogni giocatore, in grado di presentare offerte o proporre uno scambio di pacchi durante la partita – un assegno da ben 31mila euro. Martina, impiegata in uno studio di commercialisti e cecinese doc, ha giocato con al fianco Andrea, la sua dolce metà da ben 12 anni, iniziando la sua partita con il pacco numero 1. Una partenza tutta in salita per lei, che ha subito tolto dal novero delle cifre a disposizione alcune di quelle più pesanti.
Ma dopo questo avvio particolarmente complesso di gara e un primo tira e molla telefonico con il “dottore” la fortuna ha iniziato a girare nel verso giusto per la 28enne che si vede presentare un’offerta da 39mila euro. Rifiutando per proseguire nel gioco e cambiando successivamente il proprio pacco con il numero 2 (detenuto fino a quel momento dalla concorrente della Sardegna) per la giovane cecinese arriva la doccia fredda: nel pacco appena ceduto c’era infatti l’offerta più alta, quella da 300mila euro. Nonostante la batosta per aver rinunciato a quella che sarebbe stata una vincita colossale, Martina ha proseguito con coraggio la sua partita.
Decidendo solo nel finale di accettare un’offerta da 31mila euro e tornare a casa con un bottino complessivamente buono. Una scelta lodevole, tenuto conto del valore della posta in palio, che alla fine viene premiata anche dalla sorte: nei due pacchi finali rimasti (200mila euro o appena 50 euro) quello di Martina era quello con la cifra più bassa. Ben al di sotto di quella strappata al “dottore”.
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