Il Tirreno

Il lutto

Addio a “Garofano”, il meccanico che portò il carro attrezzi a Rosignano Solvay

di Gabriele Buffoni

	Graziano Guerrieri
Graziano Guerrieri

Graziano Guerrieri era conosciutissimo in paese. Aveva 83 anni ed era malato da tempo: è scomparso venerdì mattina all’ospedale di Volterra

27 aprile 2024
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ROSIGNANO. La frazione di Rosignano Solvay ha perso un suo pilastro. Una figura che per decenni – e anche negli ultimi anni, nonostante la pensione – ha costituito un punto di riferimento per tutti nell’immaginario paesano. Venerdì mattina è infatti morto Graziano Guerrieri, meglio conosciuto come “Garofano”. Aveva 83 anni ed era malato da tempo, tanto che si trovava ricoverato all’ospedale di Volterra.

Storico meccanico con la sua officina nel cuore della frazione solvaina, in piazza Pardubice, fu il primo nella zona a fornire il servizio di carro attrezzi. Ma il suo posto di lavoro, in realtà, è sempre stato anche un luogo di ritrovo per un nutrito e affiatato gruppo di amici e per i tanti giovani che si presentavano da lui con problemi a motorini e biciclette. E a cui Garofano non ha mai negato un consiglio, una riparazione e un aiuto concreto.

Guerrieri era nato a Bibbona nel contesto di una famiglia contadina. E giovanissimo, trasferitosi con il padre e la madre a Rosignano Solvay, iniziò a lavorare imparando il mestiere di meccanico nel magazzino di ricambi Camuzzi. Nel 1957 aprì poi la propria officina, iniziando a riparare motociclette e dedicandosi pian piano anche alle automobili. Fino ad acquistare il carro attrezzi e a fornire assistenza come punto di soccorso Aci.

«Era un uomo burbero, ma dal cuore d’oro – lo ricorda il figlio Alessandro – spesso lo chiamavano anche di sera i tanti turisti che affollano la nostra costa e lui prendeva e andava a dare soccorso a qualunque ora. E se c’era di mezzo qualche bambino o una famiglia che non sapeva come fare, li caricava a bordo – racconta – e li portava a casa a mangiare con noi. Oppure trovava loro una sistemazione in qualche albergo di cui si era fatto dare il contatto. Se poteva, insomma, si faceva in quattro per chiunque». Il soprannome di Garofano con cui tutti lo conoscevano proveniva dalla sua infanzia. «Quando era piccolo – racconta la figlia Cristina – andava sempre a dare da mangiare a un cavallo che si chiamava così. E da allora gli è rimasto questo soprannome con cui tutti lo conoscono in paese». L’officina di Garofano, così, è diventata negli anni un baluardo per la frazione. «Di qui passavano tutti – racconta Alessandro Guerrieri – e spesso, se passava il pesciaiolo con un po’ di pescato buono o qualcuno con un po’ di carne, nel prato accanto alla “bottega” mio padre e i suoi amici organizzavano delle grigliate improvvisate aperte a tutti». Emblematica la notte dei Mondiali dell’82, quando dopo la vittoria dell’Italia «caricò una marea di persone sul retro del carro attrezzi – ricorda Cristina – e le portò in festa per tutto i comune».

Ieri pomeriggio la salma, custodita alla camera mortuaria del cimitero di Marittimo, ha ricevuto una benedizione ed è stata tumulata. Lascia i figli Alessandro, Cristina e Leonardo, i nipoti Federico e Gioia e la moglie Donatella. l


 

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