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Chiesa

Cecina, don Leonardo prete a 28 anni: «Così ho trovato la felicità»

di Claudia Guarino
A sinistra don Leonardo con Papa Francesco. A destra don Leonardo con il vescovo di Volterra Roberto Campiotti
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A sinistra don Leonardo con Papa Francesco. A destra don Leonardo con il vescovo di Volterra Roberto Campiotti

Dopo la laurea in ingegneria ha scelto il seminario: la nostra intervista

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CECINA. Se c’è una parola in grado di descrivere la scelta fatta quella è una: felicità. Perché «al di là della fatica e delle difficoltà, c’è qualcosa per cui vale la pena vivere». E lui, quel qualcosa, l’ha trovato nella Chiesa. Ecco perché, dopo la laurea in ingegneria, ha deciso di diventare prete. Ventotto anni compiuti lo scorso 10 settembre, il cecinese Leonardo Lotti diventerà ufficialmente “don” sabato 6 aprile, giorno in cui sarà ordinato sacerdote. Ma “don” lo è già. Da quando quel giorno di sette anni fa ha deciso di dare una sterzata alla sua vita scegliendo la fede. In tenera età l’aveva fatto don Lorenzo Mancini prima di lui. Anche lui cecinese. Marinese, per l’esattezza. E adesso tocca a lui. All’inizio, certo, non tutti sono stati contenti di questa scelta. Ma si sente felice, emozionato e speranzoso di raggiungere quella «letizia» che dice vedo negli occhi dei preti.

La genesi della scelta

Ma come si arriva, così giovani, a scegliere la strada del sacerdozio? «È stata una decisione dalla lunga gestazione – racconta don Leonardo Lotti – . Ho iniziato a farmi domande su quale strada potessi prendere nella mia vita a 16 anni». E quella è stata la prima volta che ha pensato al seminario. «Probabilmente ero troppo giovane e ha messo tutto sotto al tappeto». Poi arriva il diploma al liceo Fermi e, dopo, la strada dell’università. «Mi sono iscritto a ingegneria e mi sono laureato a Pisa, alla triennale. Poi, frequentando la parrocchia e la Diocesi, ho avuto la percezione che nella mia vita mancasse qualcosa di grande rispetto alle categorie che mi stavo costruendo».

Il seminario

Perciò è tornato ad alzare quel tappeto arrotolato anni prima. Era il 2017 quando «guardando la mia vita ho intravisto una freccia verso il seminario. È come se fosse stato il Signore a dirmi che quella era la strada per la felicità». E lui, questa volta, la via l’ha imboccata iscrivendosi al seminario a Padova. Un percorso, questo, che è durato sette anni. «A Padova studiavamo poi c’erano la preghiera quotidiana e il servizio pastorale: il sabato e la domenica andavamo in parrocchia a dare una mano dove c’era bisogno». Era un modo per verificare se l’intuizione della fede fosse autentica. E, viceversa, per valutare il seminarista. Don Leonardo Lotti non si è mai pentito di quella scelta. Ha completato il suo percorso ed è tornato in Toscana per il passo successivo. Sarà il vescovo di Volterra Roberto Campiotti a conferirgli il presbiterato il 6 aprile alle 20, 30 a Volterra.

Il sacerdozio

Poi, il giorno successivo alle 11,30, don Leonardo celebrerà la sua prima messa nel Duomo di Cecina. Con tanta emozione, c’è da scommetterci. «È un’occasione con cui il signore mi chiama a crescere». Per lui – figlio dello scoutismo Agesci e dell’Azione cattolica cecinese – è quasi arrivato il momento del pulpito. E il bagaglio di rinunce che si lascia alle spalle non gli pesa più di tanto. Perché così ha trovato il senso. «Ognuno è al mondo per qualcosa. C’è bisogno di un perché nella vita altrimenti o è persa o è solo un modo per aspettare la fine. Va trovata quella cosa che dà senso all’esistenza personale». E questo per lui «è possibile perché c’è qualcosa che va fuori di te. Perché Dio ha preparato qualcosa di buono per noi. Chiamiamola come vogliamo: missione, vocazione, destino. Ognuno ha la sua. L’alternativa è o il domandarsi continuo o l’anestetizzare la domanda». A decidere a quale parrocchia assegnare don Leonardo sarà il vescovo, considerando le necessità della Diocesi e anche le sue. «Sono emozionato. Ed è una sensazione strana. Quando le cose sono troppo grandi è difficile descriverle».

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