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Maltempo, a Rosignano ecco il nuovo piano anti-calamità: cos’è e come funziona

di Gabriele Buffoni
Maltempo, a Rosignano ecco il nuovo piano anti-calamità: cos’è e come funziona

Dopo i fatti del 2 novembre scorso stanziati quasi 280mila euro dalla Regione

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ROSIGNANO. Allarmi per avvertire la popolazione residente del rischio piena installati in punti strategici lungo quei fossi che attraversano i centri urbani o le zone abitate. Tra questi, ad esempio, il Botro Secco a Rosignano Solvay, dove già questo sistema è stato attivato. Ma non solo: anche interventi lungo il torrente Tripesce e sugli argini di contenimento del fiume Cecina, per abbassare quanto più vicino al rischio zero il pericolo di esondazioni che potrebbero colpire le aree urbanizzate della Mazzanta. Dopo quando avvenuto nella notte del 2 novembre scorso e nelle settimane seguenti, quando in seguito alle violenti piogge e alle mareggiate il territorio rosignanese è stato a più riprese martoriato dal maltempo, il Comune di Rosignano ha deciso di correre ai ripari. E ha iniziato un percorso mirato alla prevenzione di simili episodi «per ridurre il più possibile – spiega il sindaco Daniele Donati – il rischio che possano capitare episodi come quelli di qualche mese fa».
La notte drammatica
In quella notte del 2 novembre in particolare – quando fu attivato anche il Centro operativo comunale della protezione civile per far fronte l’immediata emergenza – l’esondazione di alcuni fosse, gli allagamenti e le frane (che lasciarono a lungo isolate alcune frazioni come Gabbro) culminarono con la morte di una donna di 83 anni ospite nella Rsa “Il Molino” a Castelnuovo della Misericordia. E se questo è stato il risvolto più tragico di quei giorni funesti, per la conta dei danni effettivi su tutto il territorio comunale sono serviti mesi. Il tempo necessario affinché la quasi totalità degli interventi venisse ultimata – tutti eseguiti “in somma urgenza” per velocizzare le procedure burocratiche: resta solo da completare il ripristino del lungomare a Castiglioncello – così da fornire un quadro più preciso possibile.
I danni
Alla fine il totale complessivo dei danni provocati dal maltempo a inizio novembre 2023 a Rosignano ammonta a oltre 357mila euro. Risorse messe subito a disposizione da parte del Comune che, nei giorni scorsi, si è visto riconoscere lo stato di calamità naturale da parte della Regione. Un provvedimento da Firenze che era molto atteso a Rosignano e che ha permesso di ridurre drasticamente la spesa per le casse comunali: il governo regionale ha infatti garantito copertura dei danni per poco meno di 279mila euro. «Di fatto – commenta Donati – circa l’80% della spesa ci è stata garantita dai contributi regionali per le calamità naturali, mentre il Comune ha dovuto spendere “solo” poco più di 78mila euro. Tutti soldi risparmiati che non è stato necessario togliere da altri progetti che, in questo modo, hanno potuto essere portati avanti».
I lavori
Gli interventi hanno riguardato il taglio dei rami pericolanti e la rimozione delle piante cadute, la pulizia dei detriti presenti sulla passeggiata lungomare a Castiglioncello e nelle aree pubbliche del Comune, la rimozione dei detriti nelle fossette bordo-strada in località Bucafonda a Gabbro (in prossimità del botro Sanguigna) e lungo la strada di Rialto a Nibbiaia (sul botro Botrone), il ripristino del sistema elettrico e idraulico distrutto dall’innalzamento del livello delle acque del torrente Chioma (l’intervento più costoso, quasi 80mila euro) e il ripristino e la messa in sicurezza delle strade e dei camminamenti pedonali pesantemente danneggiati (dalle passeggiate lungomare alla voragine venutasi a creare ai Pungenti).
Il nuovo 
Ma le riparazioni non sono sufficienti senza una revisione al piano di prevenzione per simili eventi in futuro. «Abbiamo intanto richiesto al Consorzio di Bonifica e alla Regione il termine della progettazione sulla cassa di espansione lungo la riva destra del torrente Tripesce – spiega il sindaco Donati – e abbiamo avviato anche con il Comune di Cecina un percorso per migliorare le protezioni lungo il fiume Cecina, in modo da ridurre il rischio per l’area della Mazzanta. Sono in fase di collaudo invece le opere di contenimento relative ai laghetti delle Spianate, altra area da attenzionare. Infine – conclude il sindaco – nel piano strutturale che porteremo in approvazione definitivo nel prossimo consiglio comunale abbiamo aggiornato gli studi idraulici del territorio così da avere una fotografia chiara della situazione attuale. Così come abbiamo aggiornato, e stiamo aspettando su questo solo la condivisione da parte della Regione, anche il piano comunale di protezione civile».

 

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