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Cecina, alla direzione del Pronto soccorso arriva una delle eroine del Covid

di Manolo Morandini
Noemi Renzi, 43 anni, nata a Roma, si è laureata in Medicina e Chirurgia a Siena nel 2005 per poi specializzarsi con lode in Medicina Interna
Noemi Renzi, 43 anni, nata a Roma, si è laureata in Medicina e Chirurgia a Siena nel 2005 per poi specializzarsi con lode in Medicina Interna

Noemi Renzi ha spopolato sui social durante la pandemia: la sua storia nell’Asl

29 febbraio 2024
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CECINA. Il testimone del Pronto soccorso di Cecina e Piombino passa in mano a Noemi Renzi. In meno di un mese l’Azienda sanitaria Toscana Nordovest provvede alla nomina della direttrice che succede al dottor Paolo Pennati, trasferitosi in altra azienda Usl. Il 31 gennaio è stato il suo ultimo giorno di lavoro da primario, dopo ben 14 anni consecutivi, una pandemia, una riorganizzazione non ben definita e in corso per l’ospedale unico delle Valli Etrusche.

È del 21 febbraio la deliberazione del direttore generale Asl con cui viene affidato a Renzi l’incarico di direttrice facente funzione. 43 anni, nata a Roma, si è laureata in Medicina e Chirurgia a Siena nel 2005 per poi specializzarsi con lode in Medicina Interna. Due numeri per delinearne la professionalità. Dall’istituzione dell’Azienda Toscana Nordovest, nel 2016, ha gestito in prima persona quasi 20mila accessi al pronto soccorso dei quali oltre 3mila solo lo scorso anno.

La dottoressa spopola sui social in piena emergenza da Covid. Fa visualizzazioni da capogiro con il suo video testimonianza in cui, appena finito il turno di notte, racconta una sua giornata in ospedale. All’epoca, è aprile 2020, lavora in medicina d’urgenza al Nuovo Ospedale Apuane (Noa), cioè il primo reparto a interfacciarsi con i malati affetti da virus. L’idea del video è partita dalla richiesta del parroco che gestisce la Fraternità di Romena di Pratovecchio (Arezzo) a cui Noemi Renzi appartiene, che è nata intorno alla famosa Pieve costruita in periodo di carestia per offrire sostegno ai pellegrini (In tempore famis è il motto inciso su un capitello), con scopi psico-sociali e valori religiosi.

Immagini amatoriali, realizzate con il suo smartphone, che sui canali social hanno un numero straordinario di riproduzioni. Più che una nota di colore è una finestra sul suo approccio alla professione medica. La medico di origine aretina si racconta, senza soffermarsi su ciò che la accompagna ogni giorno, la sofferenza e la solitudine dei pazienti, ma provando a condividere la lezione di umanità che, comunque, anche in una situazione estrema, sta vivendo. La racconta a partire da un suo vissuto: «Sono cresciuta a Romena e lì ho imparato a vedere me stessa negli altri e Dio in tutte le cose», dice.

Nel 2011 Renzi ha cominciato a lavorare nei reparti di Medicina di urgenza e Pronto soccorso prima in Versilia e poi al Nuovo Ospedale Apuane (Noa) , dove ha ricoperto l’incarico aziendale per l’integrazione dei percorsi diagnostici degli ospedali della Lunigiana e di Fivizzano con il Noa. Nel luglio 2022 ha ricevuto l’incarico professionale di coordinatrice del gruppo di lavoro per il Pronto soccorso di Portoferraio. Vanta al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.

«Noi che abbiamo fatto la scelta di lavorare in emergenza – dice al Tirreno –, siamo continuamente a contatto con infezioni, con gente in fin di vita, nelle situazioni salute più difficili. Non dico che non ci emozioniamo o che non soffriamo per loro, ma se riusciamo a convivere con questa componente empatica è perché siamo capaci di vedere oltre con positività e ottimismo. E nel possibile è quello che vogliamo trasmettere alle famiglie dei nostri pazienti».

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