Il Tirreno

Il progetto

A Cecina dune artificiali di posidonia per salvare la spiaggia dall’erosione

di Gabriele Buffoni
Le ruspe al lavoro sul litorale cecinese nel maggio 2023 quando furono costruite le prime dune di posidonia e, a destra, la duna attuale, erosa dalle continue mareggiate
Le ruspe al lavoro sul litorale cecinese nel maggio 2023 quando furono costruite le prime dune di posidonia e, a destra, la duna attuale, erosa dalle continue mareggiate

La spiegazione dei tecnici comunali: «Il materiale vegetale spiaggiato riveste un ruolo importante nella conservazione delle coste e dei loro ecosistemi in quanto fornisce alla flora e alla fauna costiere un’elevata quantità di nutrienti e consolida gli arenili limitando il processo soprattutto nel periodo invernale, quando sono più frequenti le mareggiate»

30 gennaio 2024
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CECINA. Il progetto è chiaro. Utilizzare quello che il mare riversa sul litorale in seguito alle mareggiate per proteggere la spiaggia stessa dal pericolo dell’erosione. Per questo il Comune di Cecina ha approvato un intervento da 80mila euro che, di fatto, va a replicare quanto già messo in atto nel maggio 2023. Ovvero la realizzazione di dune artificiali di posidonia (utilizzando i banchi di alghe spiaggiate proprio dopo la ultime mareggiate) con funzione anti-erosiva a difesa dell’arenile e della vicina riserva naturale dei Tomboli cecinesi.

D’altro canto «il materiale vegetale spiaggiato – spiegano dal Comune di Cecina – riveste un ruolo importante nella conservazione delle coste e dei loro ecosistemi in quanto fornisce alla flora e alla fauna costiere un’elevata quantità di nutrienti e consolida gli arenili limitando il processo di erosione soprattutto nel periodo invernale, quando sono più frequenti le mareggiate». Il progetto quindi ha preso forma in fretta negli uffici comunali, tanto più vista la grand quantità di materiale che ha reso possibile la pianificazione di dune alte anche più di due e in grado di svilupparsi per centinaia di metri lungo buona parte del litorale di Cecina. Secondo il piano varato dagli uffici municipali gli interventi si concentreranno nelle aree maggiormente colpite dal fenomeno erosivo, ovvero il tratto tra il porto e lo stabilimento balneare Ippocampo e nel tratto a nord dello stabilimento balneare Spot-one. Nello specifico, nel primo caso si andrà a ripristinare il camminamento contenuto a mare da una scogliera tramite la formazione di una duna di ampiezza pari a 4 metri (e alta 2 metri) e sviluppata in direzione nord-sud per circa 500 metri. Per quello che riguarda invece la sezione di litorale a nord del bagno Spot-one, l’idea è quella di ricostruire una duna di lunghezza pari a 150 metri in grado di proteggere la zona retrostante dove scorre la strada delle Gorette, vessata in maniera particolare dagli ultimi episodi di mareggiata.

La volontà manifestata dall’amministrazione comunale è quella di proseguire, ripascendo di posidonia questi due tratti, il progetto avviato nel maggio 2023 quando per la prima volta furono realizzate questi interventi a difesa della spiaggia. La posidonia infatti – secondo le più recenti normative in materia – non può più essere smaltita in discarica o accumulata altrove. Ma dato che con l’avvicinarsi della stagione estiva la presenza massiccia di questi accumuli rischia di diventare un problema per gli stabilimenti balneari e per la normale fruizione delle spiagge, l’utilizzo delle alghe permette «non solo di proteggere la pineta e l’area retrodunale – spiega Alberto Nencetti, titolare del bagno Ippocampo e presidente di Sib Confcommercio Livorno – ma anche di smaltirle perché il mare, con le sue mareggiate, di fatto se le riprende. L’anno scorso, quando fu avviato il progetto, in molti tra i balneari erano scettici. Oggi però ne vediamo tutti gli effettivi risultati sul territorio e non possiamo che approvare la volontà del Comune di ripascere queste dune di posidonia». Con un appello però, rivolto alle istituzioni comunali e regionali. «Bisogna affiancare questo progetto a un intervento massiccio di ripascimento sabbioso del litorale – chiede Nencetti – senza il quale l’utilizzo della posidonia rischia di diventare solo un rammendo alla voragine creata dall’erosione».

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