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Natura

Piombino, boom di nascite alla riserva del Padule: tra fenicotteri rosa e gru

di Cecilia Cecchi

	Coppia di volpoche con i quattro piccoli (foto di Katrin Pfeiffer)
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Coppia di volpoche con i quattro piccoli (foto di Katrin Pfeiffer)

La responsabile, Silvia Ghingoli: «Il 2023 è stato un anno speciale»

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PIOMBINO. Passando dal cavalcavia sulla Geodetica, di giorno, impossibile non notare i fenicotteri, tanti e rosa. Ma la riserva naturale regionale Padule Orti-Bottagone è un’area naturale protetta che di specie ne ospita molte: 231 di uccelli, soprattutto migratori.
Dal 1991 oasi Wwf Italia, ormai sito di interesse comunitario (circa 126 ettari) . Grazie alla passione di quanti da sempre la difendono istituita dalla provincia di Livorno nel 1998. Fascia costiera a ridosso di Torre del Sale, paesaggio della riserva – palude salmastra con stagni e prati umidi – che permette di ricordare com’era fino ad un secolo fa la pianura del fiume Cornia.
Qual è la situazione? «Venerdì 12 gennaio – risponde la responsabile Wwf Silvia Ghignoli – c’è stato il censimento degli uccelli acquatici svernanti, appuntamento annuale organizzato in collaborazione con il Centro ornitologico toscano che ha visto partecipare giovani naturalisti ed appassionati di ornitologia. Oltre alla presenza di ben 134 fenicotteri – spiega – , 9 spatole, centinaia di anatre di varie specie, una coppia di volpoche e una di avocette, aironi, limicoli ed altro ancora, c’è stato l’avvistamento di sei gru che hanno sorvolato Bottagone per dirigersi verso Perelli».
«Le gru sono uccelli che – ricorda Silvia Ghignoli – frequentano i prati intorno alle aree umide ed in questi giorni stanno nell’oasi e nei d campi limitrofi. Presente pure la coppia di falchi pescatori che nidifica in oasi, Ameriga e Antares, che nel 2023 ha fatto nascere tre piccoli: Bobo, Benji e Bertè, inizialmente nominato Barbarossa ma poi si è scoperto femmina dalle analisi del Dna. Ora – sottolinea – i tre giovani sono seguiti tramite il Gps e fino a pochi giorni fa Bobo era nel Circeo, Bertè ad Oristano e Benji verso al fiume Albegna. Il 2023 è stato un anno che ha visto molte nascite all’oasi di Orti-Bottagone: oltre ai tre piccoli di falco pescatore, abbiamo avuto una sessantina di nidificazioni di cavalieri d’Italia che, tra maggio e luglio, hanno colonizzato la palude degli Orti, facendo mobbing a chiunque si avvicinasse ai nidi o ai piccoli. Molto bene per la nidificazione delle tre coppie di avocette che ha portato alla nascita di sei piccoli che hanno movimentato la vita dei loro genitori e della palude, così come la coppia di volpoche che è riuscita a portare all’involo 4 pulli. La nidificazione delle volpoche – aggiunge Ghignoli – era dal 2016 che non avveniva più in oasi, mentre per le avocette sono tre anni che hanno ripreso la nidificazione nella palude degli Orti, nel 2020 con scarso successo a causa della distruzione di molti nidi a terra da parte dei cinghiali, mentre nel 2022, dalle due coppie nidificanti, solo un piccolo è riuscito ad arrivare all’involo. A fine maggio record di presenze di fenicotteri rosa: ben 212 individui che hanno frequentato la palude per almeno 20 giorni, regalando la possibilità di fare video e foto durante i voli spettacolari». Al momento l’oasi si può visitare su prenotazione al 389 9578763 – 328 1937095 (ortibottagone@wwf. it), il sabato e la domenica alle 10 e alle 14.30.
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