Sicurezza
Cerca un Mac, verifica l’identità del venditore e viene raggirato. Così il truffatore lo ha convinto a versare i soldi
La vittima è di Castiglioncello: denunciato dai carabinieri un 34enne
CASTIGLIONCELLO. Di truffe sul web aveva letto solo sui giornali. Ma pur mantenendo alta la propria allerta pensava, essendo pratico di computer, di non correre quel genere di rischi e di essere in grado di prendere tutte le precauzioni necessarie. Invece per un 52enne di Castiglioncello quello che ai suoi occhi appariva come un acquisto sicuro si è rivelato un raggiro in piena regola. Al punto che il truffatore è riuscito a farsi pagare 970 euro tramite bonifico bancario prima di far perdere le proprie tracce. Salvo poi, dopo la denuncia presentata ai carabinieri dal 52enne, venire identificato e denunciato dai militari per il reato di truffa. «Non pensavo che potesse capitare anche a me – racconta la vittima – mi sentivo sicuro, reputandomi più scafato della media con il computer. Invece proprio quando mi sentivo tranquillo mi sono ritrovato a cadere in una di queste trappole su internet».
Tutto ha inizio alcuni mesi fa, a novembre. Paolo (nome di fantasia: la vittima preferisce mantenere l’anonimato) è in cerca di un nuovo computer di marca Macintosh. «Non cercavo un modello nuovo ma un buon usato – spiega – così mi sono rivolto a un sito specializzato. È qui che ho trovato quest’offerta: il Mac che cercavo, ricondizionato dopo essere stato ritirato da un leasing, quindi da un’utenza aziendale che doveva essere un’ulteriore garanzia del buono stato del prodotto, e addirittura con un terabyte di memoria. Il tutto a 970 euro: conveniente – ammette – ma non così tanto rispetto al prezzo abituale di un buon usato per un computer con quelle caratteristiche». Il risparmio di un centinaio di euro però basta ad attirare l’attenzione di Paolo, che contatta il venditore via mail. «Si è spacciato per il titolare di una ditta specializzata in questo genere di compravendite – spiega – ma per maggiore sicurezza ho anche fatto le mie ricerche sull’impresa: effettivamente esisteva e davvero si occupava di ricondizionare e rivendere computer usati. Mi sono sentito più sicuro – racconta – ci siamo scambiati i dati per il pagamento e il fatto che mi chiedesse un bonifico bancario non mi è sembrato strano. Anzi, lo ritenevo un’ulteriore garanzia di tracciabilità».
Dopo aver emesso il bonifico e atteso i tre giorni per la spedizione però «non ho più avuto sue notizie. Così sono tornato a scrivergli – racconta Paolo – ma prima si è scusato per il ritardo spiegandolo con problemi di tipo logistico, poi è proprio sparito, cancellando l’indirizzo email: le mie richieste finivano per essere sempre rispedite al mittente». Dalle ricerche effettuate in precedenza sulla ditta però il 52enne aveva ricavato anche un indirizzo Pec. «Gli ho scritto anche su questo canale – spiega – e lui ha preso tempo assicurandomi che la consegna sarebbe avvenuta a breve. Poi ha bloccato anche quell’indirizzo. A quel punto ho deciso di non attendere oltre e denunciare tutto ai carabinieri della stazione di Castiglioncello». I militari, con in mano tutta la documentazione presentata dal 52enne, risalgono così all’identità del presunto truffatore: un 34enne della provincia di Treviso con già alle spalle precedenti per reati simili. E che ora dovrà rispondere di una nuova denuncia per truffa. «La mia speranza? Che i carabinieri, dato che l’hanno individuato, trovino il modo di farmi riavere i miei soldi – commenta Paolo – sono rimasto talmente male di quanto accaduto che non ho nemmeno più acquistato il computer».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
