Sicurezza
Un lupo investito e ucciso lungo la vecchia Aurelia: catena spontanea di soccorsi non riesce a salvarlo
È successo in zona California: le testimonianze di chi ha vissuto la scena
CECINA. Nella sera del 6 gennaio, è stato investito un lupo lungo la vecchia Aurelia, nei pressi del ponte in zona California.
«Erano le 19:30 e stavo rientrando da Cecina e poco prima del paese, nei pressi di via delle tane, ho visto delle macchine parcheggiate - dichiara Laura Alunno, cittadina residente a Bibbona -. Spinta dalla curiosità, anche io mi sono fermata e ho visto un lupo a terra, in mezzo alla strada ed era ancora vivo, mi guardava come se chiedesse aiuto. Alcuni passanti presenti da prima di me sulla scena - continua - avevano già chiamato i soccorsi, ma non era ancora arrivato nessuno. Ho fatto una prima chiamata ai vigili di Cecina che non hanno risposto e subito dopo, ho chiamato i carabinieri alle 19.50 - racconta - mi sono scontrata con la lentezza della burocrazia. Essendo questo lupo ancora in vita, ho chiamato la Clinica Melosi per sapere se potevano venire loro - aggiunge Laura -, ma purtroppo mi è stato risposto che non è di loro competenza e che hanno le mani legate. Nell’attesa dei soccorsi, sono rimasta da sola, con i fanali puntati sull’animale: è una strada buia, dove gli automobilisti vanno ad alte velocità e sono rimasta li per un’altra mezz’ora. Non sono riuscita a rimanere oltre - confessa Laura -: mio figlio disabile era in macchina con me e non riusciva più a stare li. Sono dovuta venire via e dallo specchio retrovisore, ho visto la macchina dietro di me dargli il colpo di grazia. È stato orribile - spiega - e ritengo che sia inammissibile un soccorso così lento per un animale in fin di vita e per di più considerato una specie protetta. Sono tornata alle 21 a vedere - conclude lei - e il lupo era sempre lì: dei signori, vista la morte dell’animale hanno ritenuto opportuno spostarlo, ma non riesco a perdonarmi il fatto che se fossi rimasta li con i fari puntati forse sarebbe ancora vivo». Indignazione e rabbia comprensibile per gli amanti degli animali, che porta a domandarsi come agire in questi casi e come migliorare le procedure d’azione.
«Succede spesso di far riferimento al veterinario - dichiara Marco Melosi, titolare della clinica veterinaria Melosi -. Quando si parla di animali selvatici investiti bisogna però fare riferimento al Cruma di Livorno (Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici, ndr) perché la competenza spetta a loro. Non è un’intervento facile - continua -, per avvicinare un lupo c’è bisogno di personale qualificato e preparato e anche organizzare un trasporto alla Cruma non è semplice».
«Negli ultimi anni i lupi nella zona sono sicuramente aumentati - dichiara Maurizio Trusendi, comandante della Polizia provinciale di Livorno - sono parte di branchi, i giovani che si spostano per cercare altri territori e creare altri branchi e tanti vengono investiti sulle strade. Per gli animali incidentati, la Regione Toscana ha una convenzione con la Cruma, una sezione della Lipu di Livorno. Noi facciamo solo da tramite: a volte riusciamo anche a gestire il traffico e aspettare che la Cruma arrivi, a volte, questo non è possibile perché siamo pochi».
«Appena siamo stati allertati dal 112 ci siamo mossi per recuperarlo - dichiara Nicola Maggi, responsabile della Cruma di Livorno - purtroppo quando siamo arrivati sul posto era già deceduto e lo abbiamo recuperato per portarlo in sede. Ad una prima analisi, l’animale sembra in salute e senza segni di patologie evidenti, ma la dinamica è difficile da comprendere e dovremmo aspettare l’autopsia, sempre che questa ci permetta di avere ulteriori risposte. La carcassa - conclude -, verrà destinata per scopi scientifici, e quindi donata alle università di veterinaria, o per scopi museali».
«Anche io c’ero - dichiara Patrizia Apollonio, una cittadina - ero nella corsia opposta a quella dove era Laura. Ho chiamato il 112 e mi hanno passato i vigili del fuoco, che si sono rifiutati di venire perché mi hanno detto che non era di loro competenza, ma della Cruma. Noi non avevamo il numero e nessuno ce lo dava o si apprestava a chiamarla. Non voglio accusare o dare colpe a nessuno, tantomeno ai vigili del fuoco che sono stati gentili con me, ma quella povera bestia era ancora viva - racconta -, ci guardava e credetemi non me lo scorderò più. Poi, siccome ero nella corsia opposta, gli altri conducenti mi hanno urlato dicendo di andarmene perché intasavo il traffico. Insomma, la sofferenza di questo animale non è interessata a nessuno e questa è una tristezza infinita».
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