Il Tirreno

Il caso

Cecina: «Il palazzo cade a pezzi», la perdita d’acqua che spaventa i residenti

di Gabriele Buffoni
L’ingresso del palazzo allagato a causa della perdita d’acqua lungo la parete esterna e, a destra, una delle crepe formatasi lungo la colonna portante della palazzina
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L’ingresso del palazzo allagato a causa della perdita d’acqua lungo la parete esterna e, a destra, una delle crepe formatasi lungo la colonna portante della palazzina

Il racconto: «C’è chi si è ritrovato la pioggia in casa e ha visto il soffitto iniziare a cedere»

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CECINA. Se prima c’erano solo il fastidio e la rabbia (e forse anche un po’ di rassegnazione) per la situazione in cui versava esternamente la struttura, ora tra i residenti di quella palazzina popolare in via Occorsio inizia a serpeggiare anche un po’ di paura. Perché da una delle colonne portanti del palazzo da qualche tempo sta sgorgando acqua: una perdita ingente e soprattutto senza sosta, che non ha solo impregnato di umidità i terrazzi e le pareti degli appartamenti al primo piano – quelli direttamente vicini alla fuoriuscita idrica – ma ha scavato lo stesso pilastro. Al punto che «hanno iniziato a spuntare crepe dappertutto – racconta Marco Paxia, 45 anni e residente al primo piano della struttura con la madre, la compagna e il figlio di soli 6 mesi – e ora abbiamo paura che la situazione possa peggiorare ben più di così».

Per capire meglio la situazione che i residenti della palazzina sono costretti a vivere da un po’ di tempo bisogna riavvolgere il nastro di questa storia di diversi giorni. «Più di una settimana fa ormai – racconta Paxia – ci siamo accorti di questa importante perdita d’acqua lungo la parete del palazzo. Abbiamo provato a capire da dove fosse originata ma non riuscendo a venirne a capo abbiamo subito chiamato il recapito per le emergenze di Casalp inoltrando la segnalazione anche agli uffici di Livorno». La reazione da parte del gestore dell’ediliza residenziale pubblica provinciale è immediata. «Il giorno dopo sono venuti dei tecnici, degli idraulici – spiega il 45enne – e hanno iniziato a fare le verifiche per capire se provenisse dal mio appartamento o da quello del mio vicino. Ma non hanno riscontrato perdite dalle nostre abitazioni e se ne sono andati: hanno ipotizzato che la perdita riguardasse un tubo di carico del palazzo – commenta – ma si tratta di un intervento più complicato e sarebbero dovuti tornare. Ma da allora nessuno si è più fatto vivo». Intanto però i problemi non si fermano. E la sopportazione dei residenti giunge presto al limite.

«A un mio vicino all’ottavo piano ha iniziato a piovere acqua in casa perché il soffitto ha un po’ ceduto – racconta Paxia – e tutti bene o male abbiamo problemi di umidità in casa: erano stati iniziati i lavori per il rifacimento della facciata, per sfruttare il bonus 110%, ma poi sono stati bloccati dopo che erano opartiti a spaccare l’esterno della struttura. Con il risultato che adesso in camera di mio figlio si forma in continuazione la muffa e sono costretto a lavare sempre la stanza con la candeggina per toglierla. Questi purtroppo non sono piccoli interventi, che Casalp ha sempre risolto – conclude l’uomo – e oltre che arrabbiati iniziamo a essere preoccupati: sono comparse crepe nelle colonne e non abbiamo avuto neppure la più piccola rassicurazione in merito a questo danno».

Casalp, contattata dal Tirreno, assicura che solleciterà l’intervento. «È fondamentale che i residenti inviino una nuova richiesta attraverso i canali emergenziali di Casalp – spiega il vicepresidente della società Luca Ardenghi – noi intanto invieremo una nota parallela alla ditta in appalto incaricata dei lavori in quell’area: è importante che, oltre al sopralluogo iniziale che è stato fatto in tempi brevi, si arrivi altrettanto rapidamente alla soluzione del problema».

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