Gioco
Rosignano, sale sul bus ma non timbra il biglietto: multato un bambino di 11 anni
La protesta di un padre per la sanzione al figlio: «Era scosso, è giusto fare il proprio lavoro ma servirebbe un pizzico di sensibilità in più di fronte a un bimbo»
ROSIGNANO. Non aveva timbrato il biglietto a bordo dell’autobus. E per questo il controllore l’ha sanzionato con un verbale da 40 euro. Non farebbe una piega, se non fosse che ad esser stato multato è un bambino di 11 anni, peraltro alle prese con uno dei suoi primi viaggi sul pullman che da Rosignano, la città in cui risiede con la famiglia, lo conduce fino alla scuola Leonardo da Vinci di San Pietro in Palazzi che dista circa 12 chilometri. «Ci è rimasto male, mi ha chiamato appena è sceso dal bus. Era scosso». Così il padre del bambino, di cui non rendiamo nota l’identità trattandosi di un minore, descrive lo stato d’animo del figlio. L’episodio è accaduto ieri mattina, sul bus di Autolinee Toscana che da Rosignano a Cecina.
«Mio figlio è alle prime esperienze sull'autobus, si è recato in piazza del Cavallo a Rosignano Solvay per prendere la linea 109 che lo avrebbe portato fino alla scuola Leonardo da Vinci. Fin a quel momento tutto bene, monta sul pullman biglietti alla mano e comincia la sua corsa, all'altezza di Vada tre controllori salgono a bordo e arrivati davanti a lui chiedono il biglietto, lui lo fornisce ma ahimè non era convalidato, semplicemente perché non sapeva come farlo e certo che lo avrebbe potuto fare al momento del controllo. Ma il controllore, diligente nel suo lavoro, ha subito chiesto le generalità per multarlo di 40 euro». Una multa legittima nella forma, ammette il padre del bambino, che tuttavia avrebbe gradito un «po’ di sensibilità» visto che il passeggero, in questo caso, era solo un bambino.
«Bene, è giusto fare il proprio lavoro come si deve, come credo fermamente che sia altrettanto giusto là dove possibile da parte di un adulto, far conoscere a un adolescente quella parte di umanità e senso civico che ormai troppo spesso viene a mancare in più circostanze – scrive il padre del bambino – sono perplesso dalla facilità con cui si punisce e non si tenta almeno una volta di istruire, non tutti i casi sono uguali». A tale proposito il genitore racconta al Tirreno di aver contattato l’azienda tramite centralino: «Mi hanno spiegato che il controllore ha soltanto fatto il proprio lavoro». È a quel punto che l’uomo ha deciso di inviare una lettera al Tirreno per raccontare quanto accaduto. Autolinee Toscane, contattate dal Tirreno si riservano di approfondire quanto successo. Nel frattempo l’azienda ricorda come vi sia la possibilità di presentare una contestazione al verbale sul sito web. «Il bimbo – aggiunge il genitore dell’undicenne – è alle prime esperienze con l'autobus e credeva appunto che il biglietto sarebbe stato convalidato dal controllore stesso. Mi ha chiamato appena sceso ed era scosso essendo completamente in buona fede, all'uscita di scuola era arrabbiato con una nota di frustrazione e devo dire che mi ha veramente infastidito. Sarebbe bastato un piccolissimo gesto civico per non rovinare la giornata di un bambino, fra l'altro osservante delle regole e gentile. Ormai troppo spesso normalizziamo quasi tutto incuranti delle cose più semplici, dei dettagli e di una cosa fondamentale per noi individui: l'empatia che ci avvierebbe verso la socialità e un modo di condividere la nostra quotidianità più serenamente verso un percorso costruttivo. Menomale sono proprio i bambini che ci riportano, solo in qualche caso, a riscoprire il senso civico. Cosa sarebbe costato a questo controllore spiegare come convalidare un biglietto?». l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
