Il Tirreno

Solidarietà

Pontedera, senza casa dopo l’esplosione della bombola: imprenditore di Livorno paga l’hotel al suo dipendente

Isoccorsi e l’imprenditore Federico Elia (foto Silvi)
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Isoccorsi e l’imprenditore Federico Elia (foto Silvi)

Il gesto di Federico Elia, titolare della Etrusca Service di Cecina, per Modou rimasto quasi illeso. Il figlio invece è gravemente ustionato

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PONTEDERA. Quando ha saputo dell’incidente capitato nella casa del suo dipendente ha preso la macchina ed è corso fino a Pontedera. Federico Elia, imprenditore di Livorno della Etrusca Service che ha sede a Cecina, aveva in testa un solo obiettivo: aiutare Modou Sarr Lo e i suoi familiari, originari del Senegal. Tanto da pagare l’albergo dove il padre di famiglia e i suoi familiari scampati all’incendio in una casa di Pontedera hanno trascorso la notte.

Il fatto
Ustioni sul trenta per cento del corpo e condizioni che rimangono gravi. Baba Lo, 25 anni, figlio di Modou, è ricoverato all’ospedale Cisanello di Pisa ed è quello dei tre feriti con le peggiori conseguenze dopo l’incendio che si è sviluppato nell’appartamento di viale Rinaldo Piaggio a Pontedera dove abita con parte della sua famiglia. Venerdì il giovane è diventato padre di una bambina nata nel Paese africano dove vive la moglie. Per festeggiare l’evento l’altro pomeriggio ha organizzato una festa con qualche amico. Ma mentre erano in corso le pulizie, nella casa al primo piano si è sviluppato un rogo con un’esplosione, probabilmente derivante da una bombola a gas, che ha rischiato di generare conseguenze ben più gravi. Alla fine, oltre al 25enne, sono rimasti feriti suo padre, Modou, e un amico arrivato dal Fiorentino per i festeggiamenti. Il capofamiglia si è fatto male alle braccia ed è stato visitato all’ospedale Lotti di Pontedera per poi essere dimesso ieri mattina.
Il figlio e l’amico, invece, sono stati trasportati a Cisanello. Ma mentre l’amico è tornato a casa dopo poche ore, Baba Lo si trova ancora in osservazione.

L’emergenza e l’aiuto
Casa inagibile famiglia senza un tetto. È stata questa l’emergenza a cui fare fronte nelle ore immediatamente successive all’esplosione e all’incendio che hanno danneggiato pesantemente l’appartamento di viale Piaggio a Pontedera in cui vive la famiglia senegalese. I carabinieri hanno allertato subito il Comune che, con l’assessora al Sociale del Comune di Pontedera Carla Cocilova si è mobilitato per cercare una soluzione. Subito è stato pensato alla comunità senegalese, ma poi il datore di lavoro di Modou Sarr Lo, si è offerto di occuparsi della loro sistemazione. «Mi è venuto naturale – dice Federico Elia – perché in questi casi c’è bisogno di dare una mano a chi si ritrova sballottato e senza una casa dove andare. Modou è nostro dipendente da un anno dopo aver lavorato da noi in passato». Una volta ricevuta la notizia, l’imprenditore di Livorno della Etrusca Service che ha sede a Cecina, che noleggia e vende attrezzature edili, è salito in auto ed è partito in direzione Pontedera. «Mi sono preoccupato – continua Elia – e mi sono sentito di raggiungerlo. Una volta davanti all’appartamento ho visto la situazione e non ho potuto fare altro che offrire il mio aiuto».

Fino a domani Modou e la sua famiglia rimarranno all’Hotel La Pace di Pontedera. Poi ci sarà un incontro a Palazzo Stefanelli con Cocilova per valutare cosa fare per i giorni successivi. «Ci siamo presi due giorni di tempo per organizzarci – dice l’assessora –. Avevamo messo a disposizione una stanza d’albergo, ma c’era la possibilità anche di fare ospitare la famiglia da loro connazionali. La soluzione trovata dall’imprenditore di Cecina va bene, ma poi occorrerà cercare un rimedio più duraturo in attesa che si capisca cosa accadrà all’appartamento di viale Piaggio che, alla fine, riguarda una questione tra privati».

La famiglia, il cui appartamento è stato reso inagibile dall’esplosione e l’incendio di ieri notte, non è in carico ai servizi sociali del Comune.

Sono tutti lavoratori. Modou Sarr Lo è in Italia da tempo e si è integrato molto bene in Toscana con la sua famiglia. Ma ora ha bisogno di aiuto e lo sta ricevendo sia dal suo datore di lavoro che dall’amministrazione comunale. «Ci facciamo carico della loro situazione – aggiunge Carla Cocilova – e faremo in modo che non finiscano in strada».

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di Redazione web