Il Tirreno

Sanità

All’ospedale di Cecina dopo il boom di nascite, la protesta: «Solo 5 Oss per il reparto maternità»

di Gabriele Buffoni
All’ospedale di Cecina dopo il boom di nascite, la protesta: «Solo 5 Oss per il reparto maternità»

La denuncia del sindacato Fsi-Usae: «Ne servono almeno 3-4 in più»

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CECINA. Da un lato la gioia per i tredici nuovi nati che tra lunedì e mercoledì hanno visto la luce nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cecina. Un record assoluto. Dall’altra, però, i volti sfiancati dei lavoratori. «In particolare degli operatori socio sanitari – spiega Abu Sneineh Akram, segretario territoriale per l’area di Livorno del sindacato Fsi-Usae – che nel comparto materno-infantile di Cecina sono decisamente sotto numero e da tempo si sobbarcano una quantità di lavoro indicibile: una situazione critica che abbiamo più volte denunciato anche alla stessa azienda».


Sono queste le due facce di un reparto che sempre più si attesta come fiore all’occhiello del presidio ospedaliero ma che manifesta anche criticità «legate a una cattiva organizzazione e distribuzione della forza lavoro da parte dell’Asl Toscana nord ovest – spiega Akram – basti pensare che ci sono ospedali, a nord della nostra area, che hanno più Oss rispetto al fabbisogno dei loro reparti materno-infantili mentre a Cecina la situazione è drammatica. E ben prima di quest’ultimo tour de force che ha portato, e ne siamo felicissimi, alla nascita record di 13 bambini in 48 ore». Per l’intero comparto che comprende «una ventina di posti letto in ostetricia, una decina in pediatria e anche il nido per i nuovi nati – spiega il referente della Fsi-Usae – sono assegnate solo cinque operatrici socio sanitarie: due di queste, tra l’altro, non possono sopperire a tutte le mansioni richieste per ragioni certificate dal medico competente della medicina del lavoro. Quindi di fatto tutto ricade sulle spalle di tre Oss: un clima massacrante – spiega Akram – abbiamo più volte denunciato criticità relative a questo problema: a seguito di questa scarsità di operatori ci potrebbero essere anche ripercussioni sul rischio clinico per i pazienti».

La situazione però non è di facile risoluzione. «Ogni volta dall’azienda ci è stato risposto che non hanno il via libera dalla Regione Toscana per assumere nuovi operatori socio sanitari, ma è una risposta che chiaramente non ci soddisfa – dichiara Akram – questa situazione va avanti da tempo, da anni ormai: per il reparto materno-infantile dell’ospedale di Cecina servirebbero almeno 3-4 Oss in più per garantire il minimo assistenziale. Anche perché, per come è adesso la situazione, spesso le operatrici sono costrette a svolgere mansioni che non rientrano in quelli che sono i loro compiti per affrontare momenti di emergenza. Il tutto – ribadisce – per mancanza di un’organizzazione che garantisca sufficiente personale. Quello che chiediamo – conclude il referente del sindacato – è una rapida risoluzione del problema. Altrimenti saremo costretti, nostro malgrado, a rivolgerci alle autorità competenti, dall’ispettorato del lavoro alla magistratura».

Non si è fatta attendere la risposta dell’Asl Toscana nord ovest. Dall’azienda sanitaria, contattata dal Tirreno, fanno infatti sapere che «in realtù le Oss impiegate sono sette (due negli ambulatori e cinque in reparto) quindi un numero sufficiente al fabbisogno. L'unico problema – spiegano – è che due di queste hanno prescrizioni e non possono svolgere tutti i compiti. Siamo poi in attesa che un’operatrice rientri da un infortunio: di fatto c'è malumore per questo».
 

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