Sicurezza
Vada, 41 tartarughine grazie alla “strategia” della cupola: il bilancio dell’ultimo nido fra moltissime difficoltà
Vada, il bilancio dell’ultimo nido tra moltissime difficoltà, ma il 53% ha preso il mare. Papetti (tartAmare): «Eccezionale coinvolgimento delle persone d’aiuto nei controlli»
VADA. Tante le tartarughine che si sono guadagnate il mare anche a Vada, per la precisione 41. Schiusa in qualche modo “garantita” anche dalla cupola-serra che era stata realizzata a protezione del nido. Ulteriori conferme per la stagione 2023 da record per le nidificazioni di Caretta caretta, con risultati sorprendenti anche sulla Costa degli Etruschi.
Ma qui è stata eccezionale anche l’adesione alla campagna Citizen Science per monitorare nido e tartarughe marine. «Grande il coinvolgimento delle persone su questo nido – conferma Luana Papetti responsabile scientifica di tartAmare (che ha gestito le operazioni) – ci hanno tantissimi aiutato a mettere in atto la “strategia” della cupola e anche nella raccolta dei dati scientifici sulla stessa. Partecipazione attiva all’omonimo progetto controllando costantemente che il nido mantenesse le temperature idonee alla schiusa legate all’utilizzo di questa innovazione tecnologica messa in atto». Dunque il bilancio definitivo dell’ultimo nido.
«Il 29 ottobre – ricorda Papetti – abbiamo proceduto con l’ultimo digging del 2023, cioè le operazioni di apertura e controllo della camera di deposizione al nido di Vada. Nido che era stato deposto il 5 agosto e quindi non sarebbe da considerarsi “tardivo” – aggiunge – , ma abbiamo imparato dall’esperienza, negli anni scorsi, che anche un nido dei primi di agosto alle nostre latitudini rappresenta una sfida».
«A inizio di ottobre – sottolinea – si è assistito a un notevole ribasso delle temperature, per questo abbiamo preso la decisione di mettere una cupola-serra anche su questo nido, come a Rimigliano nel comune di San Vincenzo. La cupola è stata realizzata il 14 ottobre grazie all’aiuto e al supporto del comune di Vada e dei volontari del Wwf».
«Un’altra criticità – spiega Luana Papetti – su questo nido è stata quella della presenza abbondante di tamerici. Si tratta di arbusti che crescono tipicamente in ambienti aridi e costieri. Il problema che si verifica in presenza di queste piante è che le loro radici tendono ad assorbire ogni umidità presente nel terreno, dunque anche il liquido presente nelle uova – dice ancora Papetti – . Un ulteriore problema legato alle tamerici è l’ingombro delle radici che, se presenti in grosse quantità, rende più difficoltosa la risalita dei piccoli».
«Altri problemi – prosegue Papetti – riguardano la granulometria della sabbia. In questo tratto di costa la sabbia è caratterizzata da una componente importante di sedimento molto fine che tende a compattarsi fino quasi a cementificarsi rendendo, da una parte, difficile lo scambio di gas durante lo sviluppo degli embrioni, dall’altra, la risalita dei piccoli. Possiamo supporre anche la presenza massiccia di funghi nella camera del nido naturalmente questo dato deve essere riconfermato dalle analisi scientifiche ma il colore di gusci e uova raccolti dal nido è abbastanza inequivocabile». Per la responsabile scientifica di tartAmare «possiamo dirci soddisfatti del risultato ottenuto, considerando le molteplici difficoltà riscontrate. Sicuramente sarà oggetto di studio su diversi fronti».
Alla conta delle uova un successo di schiusa pari al 53%. Uova schiuse: 42 di cui vivi nel nido 4, uno morto. Uova non schiuse 37 per un totale di 79 uova.
Massima soddisfazione e condivisione d’intenti da parte del Wwf Livorno. «Arrivata alla conclusione la nidificazione a Vada – commenta Stefano Gualerci, vicepresidente del Wwf di Livorno – . Il nido ha evidenziato alcune criticità quindi possiamo ritenere positivo l’esito della schiusa raggiunto grazie alle azioni messe in campo da tartAmare con un nostro contributo, proseguendo in una collaborazione ormai consolidata sicuramente importanti i dati raccolti. Ringraziamo il Comune di Rosignano Marittimo per la disponibilità e il fondamentale supporto concreto e tutte le volontarie e volontari per la dedizione dimostrata. Si conclude quindi un’estate record per le nidificazioni in Toscana, vediamo quali sorprese ci riserverà la prossima».
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