Il Tirreno

Il ricordo

Alla scoperta di Rodolfo Siviero che salvò le opere d’arte dai nazisti

Alla scoperta di Rodolfo Siviero che salvò le opere d’arte dai nazisti

Guardistallo celebra il famoso concittadino. Partecipa il presidente della Regione Giani

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GUARDISTALLO. Quattro giorni per ricordare Rodolfo Siviero, critico d’arte e agente segreto nato e cresciuto a Guardistallo, diventato famoso per aver recuperato celebri opere d’arte trafugate dai nazisti, in particolare l’Annunciazione del Beato Angelico.
Film e caccia al tesoro
Si comincia stamani, con un incontro rivolto ai 90 studenti dell’Istituto comprensivo Griselli, e si prosegue domani sempre con i ragazzi delle medie, stavolta dell’istituto Cassola di Palazzi, a Cecina: 135 ragazzi di seconda e terza. Oggi ci sarà anche il presidente della Regione Eugenio Giani al teatro Marchionneschi, che interverrà dopo l’introduzione del sindaco Sandro Ceccarelli. «Abbiamo voluto questo evento – spiega il sindaco – per far conoscere anche ai più giovani un figlio importante di Guardistallo, che è diventato famoso durante la seconda guerra mondiale perché si è impegnato, mettendo a rischio la sua vita, per proteggere le opere d’arte del nostro Paese dai nazisti».
4 giorni di iniziative
Un programma di quattro giorni, curato dall’associazione locale Piccola Parigi, con il patrocinio del Comune di Guardistallo e della Regione Toscana, che ruotano incontro al film documentario su Siviero girato nel 2016 da Massimo Becattini per Rai3 cultura, “L’arte in guerra”. Oggi e domani gli studenti saranno coinvolti in una caccia al tesoro per le vie del borgo, con indizi raccolti dagli stessi ragazzi durante la proiezione del film. Una maratona alla ricerca delle opere d’arte per le vie del paese, nelle quali il giovane Rodolfo si divertiva a giocare .
Una mostra di foto
Ma dopo le prime due giornate rivolte agli studenti delle scuole medie, ai quali sarà proiettato il film, il 28 ottobre (ore 17) sarà inaugurata anche una mostra fotografica su Siviero. Infine, domenica, sempre alle 17, la proiezione del film sarà rivolta alla cittadinanza. Presenti il regista Massimo Becattini ed Enzo Masci, profondo conoscitore di Siviero.
Le tracce di Siviero
Sulla facciata del palazzo dell’orologio, in piazza del Plebiscito, è appesa la sua foto e una targa ricordo: nel 1986 il Comune di Guardistallo rese omaggio al suo celebre figlio, critico e 007 dell’arte Rodolfo Siviero. Nato nel 1911 al pianoterreno di questo palazzo, ora sede di una banca, Rodolfo Siviero era figlio del comandante dei carabinieri dell’epoca – e qui, a pianoterra, si trovava la stazione dei carabinieri del paese -: a Guardistallo Siviero è vissuto fino all’età di 14 anni, per le strade del paese giocava e andava a cavallo, prima di trasferirsi con la famiglia a Firenze, dove proseguì il suo sogno laureandosi in Storia dell’arte con l’obiettivo di diventare un critico d’arte. Intorno agli anni trenta diventa però un agente segreto. Ma è dopo l’8 settembre del 1943, con la caduta del fascismo, che Siviero cambia vita. Si schiera con il fronte antifascista. Si occupa prevalentemente di monitorare il corpo militare nazista detto Kunstschutz, corpo istituito originariamente con lo scopo di proteggere il patrimonio culturale dai danni della guerra, ma che sotto le direttive naziste si occupava di trafugare dall'Italia verso la Germania il maggior numero di opere d'arte. Nella casa dello storico dell'arte ebreo Giorgio Castelfranco sul lungarno Serristori di Firenze – oggi nota come Casa Siviero – Siviero si occupa di coordinare alcune delle attività partigiane di intelligence. Viene anche imprigionato, ma riesce a liberarsi e impedisce a Goering di mettere le mani sull'Annunciazione del Beato Angelico, annotando i contenitori e i vagoni per il trasporto dei 200 capolavori prelevati dagli Uffizi, dal Duomo di Firenze e da altri musei e siti archeologici italiani. Grazie ai meriti acquisiti nella Resistenza, nel 1946 il Presidente del Consiglio dei ministri Alcide De Gasperi nomina Siviero "Ministro plenipotenziario" affidandogli l'incarico di dirigere una missione diplomatica presso il governo militare alleato in Germania con lo scopo di stabilire il principio della restituzione delle opere trafugate all'Italia. Riportate in Italia la maggior parte delle opere, Siviero – a partire dagli anni Cinquanta – si occupa sistematicamente di ricercare, per conto del Governo, tutte le opere d'arte che vengono rubate ed esportate dall'Italia. Questa intensa attività, che gli vale il soprannome di "007 dell'arte", dura fino alla sua morte nel 1983. Negli anni Settanta diviene presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno.

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di Redazione web