Gioco
Addio a don Reno, prete battagliero sempre dalla parte dei più deboli
Il vescovo di Volterra ha ricordato la figura e l’impegno di don Pisaneschi
CECINA. Poche profonde parole del vescovo di Volterra Roberto Campiotti, «accogli Signore nella gloria del paradiso il sacerdote don Reno Pisaneschi», hanno ricordato la straordinaria figura di questo parroco umile, per trent’anni cappellano dell’ospedale, il cui impegno religioso e civile è già parte della storia di Cecina. Ieri mattina in duomo si sono svolti i funerali, di fronte a forze dell’ordine e associazioni, cittadini e famiglie, venute per l’ultima volta a salutarlo, toccando il feretro o chiudendosi in silenziosa preghiera. Tutti gli hanno voluto e manifestato il bene. A curare le esequie, l’impresa funebre Frongillo. La salma sarà tumulata in terra al cimitero. La chiesa era piena e dopo le letture dal libro di Giobbe e del Vangelo secondo Giovanni, il vescovo ha ricordato che don Reno ha trascorso 75 anni di sacerdozio sui quasi cento di vita, divenendo «familiare e amico di Dio e Cristo, i quali anche a lui avevano affidato la cura della persona umana affinché potesse raggiungere la salvezza eterna. Lungo il periodo trascorso a Cecina, 65 anni, e per questo gli diciamo grazie, onorandone la dedizione e la fedeltà nell’esercizio della carità pastorale, educando alla fede e celebrando per il popolo i santi sacramenti. La vostra riconoscenza e affetto diventano ora preghiera», ha concluso tra i canti del coro parrocchiale.
Toccante il ricordo di don Elio Pruneti, che all’altare ha portato una lettera scritta, molto più di un elogio.
«Proprio qui – ha letto con voce ferma ai fedeli – carissimo Reno ci conoscemmo sessanta anni fa come nuovi cappellani di Cecina. Nacque subito un’amicizia da cui è scaturita una fraternità durata fino ad oggi. Per tanto tempo abbiamo lavorato insieme a una rivoluzione culturale, teologica, liturgica, clericale e umana perdendo ogni battaglia. Non era ancora giunto a Roma papa Francesco. Questo però non ci ha impedito di rafforzare l’entusiasmo, di seguire l’indirizzo del Concilio Vaticano II e di proseguire nel nostro cammino di educatori, insegnanti e pastori. Piango la morte di un fratello e godo di averlo incontrato».
Alla messa hanno partecipato l’ex sindaco Samuele Lippi e l’ex presidente del consiglio comunale Sabrina Giannini.
L’impegno di don Reno per la nostra comunità è stato incredibile. Basta pensare al costante sostegno ai malati e alle battaglie a tutela della sanità pubblica, esplicate nella fondazione del Comitato cittadino per difendere l’ospedale di Cecina (quando era minacciato da pesanti tagli) e della Casa di accoglienza in vicolo san Giuseppe, proprio dietro al duomo, per offrire il proprio aiuto a chi ogni giorno ne aveva bisogno. La sintesi della sua straordinaria missione è la sfilata per le strade principali della città nel 2011, dicendo no con 4mila persone al fianco ai continui tagli imposti alla sanità.
L’ultimo periodo lo ha trascorso nella casa di riposo Jacopini in via Carlo Ginori, dove la salma è stata poi esposta, accudito dalle suore.
«Che il signore ti introduca come servo e fedele ne suo campo», ha detto il vescovo, che prima del trasporto al cimitero si è fermato davanti al feretro tra gli applausi dei cittadini e degli scout che fedeli ne hanno sempre seguito gli insegnamenti.
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