Il Tirreno

Progetti e terrritorio

Una nuova Rsa della “Maffi” con quaranta posti letto

Procedono i lavori per la nuova Rsa a Rosignano della Fondazione “Maffi”
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Procedono i lavori per la nuova Rsa a Rosignano della Fondazione “Maffi”

Sarà accanto a quella già esistente, lavori pronti nel 2024

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ROSIGNANO. I lavori sono iniziati a ottobre 2022 e si concluderanno a primavera del prossimo anno. Quella che sta nascendo alle spalle della “Casa Maffi” a Rosignano sarà una struttura gemella di quella esistente, separata ma comunicante. «Sarà a tutti gli effetti una nuova ala della Rsa attuale – spiega il direttore generale della Fondazione Maffi, Michele Passarelli Lio -. Un modulo base che avrà 40 posti e questo ci permetterà di arrivare a 80 complessivi».

La “Casa Maffi” di Rosignano, oltre ad ospitare anche un centro diurno da 10 posti, è specializzata nell’assistenza a persone che soffrono di Alzheimer. «È un Modulo specialistico Cognitivo Comportamentale. Qui abbiamo tre spazi terapeutici per l’Alzheimer e per altre forme di demenza: il giardino terapeutico, dove i nostri Fratelli e Sorelle Preziose, come noi alla “Maffi” chiamiamo gli assistiti, possono muoversi liberamente in uno spazio pensato per stimolarli attraverso colori e profumi e pannelli interattivi. Abbiamo la Stanza Snoezelen, che si basa invece su una tipologia di terapia ideata in Olanda, un ambiente multisensoriale nel quale vista, udito e olfatto sono stimolati tramite l’utilizzo di effetti visivi, uditivi e aromi. Abbiamo avuto modo di testarne l’efficacia nell’indurre rilassamento. Qui capita spesso che le persone si lascino andare ai ricordi e raccontino aneddoti della loro vita. Il terzo spazio è ancora più particolare: qui facciamo la terapia del treno, una innovativa terapia non farmacologica».

In una stanza è stato ricreato fedelmente lo scompartimento di un treno, con tanto di biglietteria e finestrino sul quale scorrono le immagini, reali, quelle che si potrebbero vedere durante un viaggio in treno.

«Qui le persone con demenza (disturbi del comportamento, agitazione psicomotoria, wandering) hanno la possibilità di lasciarsi trasportare in un viaggio immaginario della durata di 20 minuti che spesso viene vissuto come reale». Nella nuova ala saranno trasferiti gli ospiti della Rsa di San Pietro in Palazzi. «Nessuno dei Fratelli e Sorelle Preziose perderà il posto – rassicura il direttore – , così come non lo perderà alcun dipendente». L’espansione di Rosignano è legata ad una riorganizzazione più ampia delle Case della Fondazione, che tocca quindi anche la sede storica di Palazzi. Qui resteranno la sede storica, in piazza dei Mille, con gli uffici amministrativi, e la Srcc, Struttura residenziale a carattere comunitario, destinata a persone a rischio psico sociale o con disagio relazionale sopra i 18 anni.

«Attualmente ha 17 posti a disposizione ma abbiamo previsto di realizzarne 20 ulteriori e arrivare così a 37. Questa riorganizzazione non significa affatto che la «Maffi lascia Palazzi, anzi – tiene a sottolineare il dg della Fondazione -. Abbiamo firmato un protocollo d’intesa con il Comune di Cecina e abbiamo provveduto a fare una serie di alienazioni immobiliari: stiamo progettando la partenza di nuovi servizi in quell’area: oltre all’ampliamento della struttura socio sanitaria, anche un centro diurno per disabili e un progetto residenziale per il “dopo di noi”, sempre legato al mondo della disabilità. Questi progetti, approvati anche dalla Società della Salute Valli Etrusche, hanno ovviamente bisogno – conclude – del finanziamento regionale, che siamo fiduciosi possa arrivare, visto che l’intera programmazione è stata condivisa, sin dall’inizio, con i territori interessati».

A questo proposito però la situazione del Comune di Cecina, con il commissariamento, apre qualche incognita. «Siamo un po’preoccupati – ammette il presidente Franco Falorni – , perché dovevano essere fatti dei passaggi urgenti e necessari in Consiglio Comunale e quanto è successo rischia di bloccare tutto. L’auspicio è queste preoccupazioni possano essere fugate e tutta la progettualità importante su Palazzi, sia per la città che per la fondazione, possa andare avanti così come era stato ampiamente condiviso. San Pietro in Palazzi-Cecina è infatti il cuore pulsante della fondazione, dove è nata, continua ad avere il suo coordinamento centrale e avrà un ulteriore sviluppo – prosegue Franco Falorni – , spingendo anche le altre diverse strutture locali ad evolvere e crescere per esprimere al meglio la loro vocazione di servizio al territorio di appartenenza». E proprio per sottolineare questo luogo di origine, (dopo la prima al Verdi di Pisa) ci sarà una replica dello spettacolo prodotto dalla Maffi “Algoritmo, il valore di una carezza” al teatro De Filippo di Cecina, il prossimo 12 novembre alle ore 17.
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