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Cecina, il ritorno di Lippi dopo la disintossicazione da cocaina e la guerra interna col Pd: «Pronto a nominare la nuova giunta»
A poche ore dall’assemblea del Pd cecinese il sindaco scrive ai compagni di partito: «Non parteciperò: si mira a mantenere un governo illegittimo privo di un indirizzo politico»
CECINA. Nominerà nuovi assessori, prendendo atto che al suo rientro quattro membri su cinque della precedente giunta (tutti tranne l’assessora al bilancio Katia Calderone) avevano già annunciato di presentare le proprie dimissioni nel caso di un suo rientro in carica. Così Samuele Lippi ha annunciato nel pomeriggio di oggi, martedì 17 ottobre, la sua intenzione di anticipare i tempi (il suo ritorno era atteso tra qualche giorno) e di riprendere in mano le redini della macchina amministrativa comunale.
Lo ha fatto con una nota inviata agli iscritti al Partito democratico di Cecina a poche ore (è prevista per stasera alle 21) dalla convocazione dell’assemblea cecinese del partito a cui ha dichiarato di non voler prendere parte. Una lettera che in breve tempo ha iniziato a circolare anche al di fuori degli stessi ambienti del Pd e nella quale Lippi ricapitola quanto lo ha portato a questa decisione.
«Nel mese di luglio ho commesso un grave errore per il quale ho chiesto scusa e continuerò a farlo finché necessario – spiega Lippi, riferendosi alla dose (pur minima) di cocaina di cui fu trovato in possesso dai carabinieri a Riparbella – so di aver deluso e offeso tante persone a causa della mia debolezza, ma ci tengo a precisare che non ho fatto male a nessuno se non a me stesso e ai miei cari. A quel tempo tutti insieme tra le diverse opzioni sul tavolo, tra cui anche le mie dimissioni, abbiamo deciso di scegliere quella che prevedeva di andare avanti sospendendomi temporaneamente per consentirmi una cura che poi certificasse il mio legittimo rientro: lo abbiamo fatto nell'interesse dei cittadini e di Cecina. Tutto era stato affidato al vicesindaco e alla giunta con l'accordo che comunque le partite importanti come bilancio, riorganizzazione dell’ente, Pnrr e soprattutto la questione legata porto sarebbero state condivise con il rappresentante legale del comune e quindi con me. In questi mesi invece – si legge nella nota – oltre che di un inspiegabile distacco umano che mi ha ferito, sono stato vittima di un completo silenzio su tutto quanto accadeva in Comune».
Lippi prosegue poi indirizzando il suo intervento anche ai vertici locali del Pd. «Sono stato tenuto all'oscuro di tutto e anche le mie richieste di poter partecipare alle riunioni dove si parlava di me sono sempre state respinte, trattato come il peggior malvivente e non come un amministratore che volontariamente aveva scelto di affrontare il suo problema per risolverlo, nell'interesse di tutti. Stasera quando finalmente sarei stato coinvolto dal mio partito a partecipare, vengo contattato dalla stampa per avere conferma di un mio passo indietro sul rientro e che tale opzione avrebbe evitato una mozione dove veniva richiesto il mio dietrofront da parte dell'assemblea convocata proprio stasera con il preavviso di un solo giorno, senza informare minimamente tutti gli iscritti sul cambio dell'ordine del giorno. Quindi – conclude – sono purtroppo a informarvi che non posso partecipare ad un’assemblea che annienta le minime regole democratiche previste dallo statuto in termini di conduzione assembleare e politica. Non posso fare altro che registrare che questa vicenda sta prendendo i chiari contorni di una lotta intestina volta ad intimidire il sindaco democraticamente eletto, cercando di non farlo rientrare per mantenere un governo illegittimo privo di indirizzo politico, non avendo gli assessori a questo punto alcun mandato e alcun rapporto di fiducia e di collaborazione con me. Sono dispiaciuto anche che non siano stati coinvolti gli altri componenti della mia maggioranza: né le liste civiche né Italia viva e il partito socialista, tutti movimenti che da subito hanno cercato soluzioni condivise nell'interesse pubblico, ma inascoltate dai dirigenti del Pd disposti a tutto pur di annientare la mia figura con falsità e ingiurie e senza rispetto per l'impegno che avevano preso di accordare il mio rientro una volta certificato il mio stato di salute».
Infine, l’annuncio del suo rientro “anticipato”. «Vi informo inoltre – si legge nella nota –che a questo punto il mio rientro è anticipato a domani (mercoledì 18 ottobre) con la nomina della nuova giunta. Tuttavia spero ancora nel rispetto delle regole previste dal partito democratico di cui faccio parte. Per l'attività amministrativa invece riprendo il percorso interrotto per portare avanti i progetti necessari alla nostra comunità».
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