Il Tirreno

Terremoto nel Pd

Cecina, Samuele Lippi deciso a tornare: «Ma la mia giunta si oppone»

di Gabriele Buffoni
Cecina, Samuele Lippi deciso a tornare: «Ma la mia giunta si oppone»

Dopo il caso cocaina, il sindaco si era ritirato: «Mi sento tradito, ho concluso il percorso di riabilitazione». Ma in caso di rientro gli assessori avrebbero pronte le dimissioni

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CECINA. Samuele Lippi è deciso a riprendersi la fascia tricolore. Il timore che il Pd cecinese aveva fin dall’inizio si sta avverando. Era luglio quando il sindaco Lippi è stato fermato dai carabinieri a Riparbella con un piccolo quantitativo di cocaina e dopo una bufera politica, tra le richieste di dimissioni avanzate dalle opposizioni e da una parte dello stesso Pd, è stato trovato un accordo mediato dalla segreteria regionale in base al quale Lippi si è ritirato per dedicarsi alla sua riabilitazione. Ritiro temporaneo, che ha evitato il commissariamento del Comune, ora retto dal vicesindaco. «Ci sono le condizioni personali per il mio rientro – dichiara Lippi – sarà necessario concordare tempi e modalità, oppure sarò costretto alle dimissioni». Condannando il Comune al commissariamento fino alle prossime elezioni previste a giugno 2024. Uno scenario tutt’altro da escludere: è infatti bastata l’ipotesi del rientro di Lippi per scatenare un muro di opposizioni interne sia al Partito democratico che alla stessa giunta. Gli assessori hanno pronte le lettere di dimissioni in caso di rientro.

Samuele Lippi, partiamo dalla sua salute: come sta adesso?

«Ora sto bene. Ho compiuto questo percorso volontario fino in fondo, la fase acuta è passata da un po’, mi sono sottoposto a tutte le analisi del caso. E ho ritrovato la serenità grazie soprattutto a mia moglie, ai miei figli e ai miei familiari che mi hanno compreso e sostenuto. Sono affiancato dai professionisti del Serd dell’Asl Toscana nord ovest, ora sono completamente ripulito e sto seguendo anche un percorso di prevenzione alla ricaduta».

Perché vuole rientrare?

«Perché ho un mandato che mi è stato affidato dai cittadini che intendo rispettare. Mi sono preso del tempo per curarmi, perché avevo un problema di cui mi assumo, come ho sempre fatto dall’inizio, tutte le responsabilità. Ma ora ho tutte le valutazioni sanitarie che attestano il mio stato e che mi garantiscono di poter tornare a ricoprire a pieno titolo il mio ruolo».

Ma il Pd e la sua giunta non sono d’accordo.

«Ho subito avvertito una resistenza da parte di alcuni pezzi del Pd locale e della mia stessa giunta all’idea del mio rientro. Cosa che invece non ho riscontrato in giro: in tanti continuano a scrivermi e mi danno la testimonianza che la fiducia nei confronti della figura del sindaco non è crollata. Io chiedo ancora una volta scusa per quello che ho fatto e per ciò che ha comportato a livello anche d’immagine per la città. Ma credo anche che il mio operato da sindaco sia sotto gli occhi di tutti e sia apprezzato dai cittadini».

Con il partito si è confrontato?

«Lo farei volentieri, ma i vertici del Pd di Cecina non mi permettono di partecipare all’assemblea per mettere in chiaro la mia posizione. Ho parlato però con i vertici regionali del partito: mi hanno detto che condividono la mia situazione e che sono disponibili a un’apertura che però deve esserci anche dal Pd cecinese e territoriale. Fermo restando che la scelta di rientrare appartiene a me. Non sto chiedendo il permesso ma credo che negarmi la partecipazione a un’assemblea del mio partito sia un grave errore, oltre che inaccettabile per lo statuto: si può sbagliare tutti, attendo una convocazione».

Però si parla di dimissioni in blocco già pronte da parte degli assessori nel caso di un suo ritorno.

«Sono voci che sono arrivate anche a me, e che mi hanno fatto molto male se penso che sono persone scelte da me che hanno lavorato al mio fianco per tanti anni. Probabilmente ci sono ambizioni personali in vista delle prossime elezioni che hanno spinto i vertici del Pd e della giunta ad avere paura della mia figura e ad ostracizzarmi. Mi sono sentito tradito. Ma questi ultimi mesi mi hanno permesso anche di accorgermi di chi mi voleva davvero bene e di chi non si è nemmeno degnato di chiedermi come stavo. Per questo sono anche pronto a dimettermi».

Anche lasciando spazio al commissario?

«Per Cecina sarebbe dannoso: ci sono opere pubbliche e progetti Pnrr da portare avanti, e 18 miliardi che arriveranno dall’Europa all’Italia di cui possiamo intercettarne almeno una parte come fatto in questi anni grazie ad una squadra di dipendenti comunali eccezionali».

In caso di un “no” del Pd, rimarrebbe nel partito? O in vista delle prossime elezioni darà una spinta civica a un altro candidato?

«Non voglio nemmeno pensarci: io credo nei valori del Pd. Non penso che l’ostracismo nei miei confronti possa essere totale. Una persona per dare continuità al mio lavoro l’ho comunque individuata: un candidato giovane, trasversale, che può rappresentare tutti i cittadini e le imprese del territorio. Mi auguro che anche il Pd voglia sostenerlo. Io personalmente farò politica in altro modo: ad esempio, creare una rete di comunità per i minori affinché si possano creare strutture di accoglienza unendo le forze di Asl e associazioni».

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