Sicurezza
Vada, tartarughine minacciate dal meteo: cupole serra per proteggere i nidi
La richiesta di tartAmare per salvare le covate di Vada e San Vincenzo
VADA. Tartarughine in cammino verso il mare a Vada come a Rimigliano. Non sarà facile, ma potrebbe accadere. Anzi proprio per consentirne un completo sviluppo delle nidiate è stato gli esperti hanno proposto ai rispettivi Comuni di Rosignano e San Vincenzo la realizzazione mini cupole serra per “aiutare” il definitivo sviluppo delle nidiate.
Certo si tratta di due nidi tardivi che vengono generalmente definiti da chi cura e studia le tartarughe marine “problematici”, spesso messi a rischio dal meteo avverso. Le temperature finora decisamente sopra la media stagionale si spera possano regalare queste nuove schiuse tardive. Senza imprevisti o catastrofi, come purtroppo già accaduto in passato. Temperatura, umidità del suolo, tipo di sabbia restano fattori determinanti per la riuscita. Perché le uova hanno un’incubazione tra i 42 e i 65 giorni dalla deposizione poi le baby Caretta caretta dovrebbero essere in grado di compiere il primo sforzo immane cioè uscire dall’uovo, risalire dal cratere e raggiungere la battigia. Biologi, tecnici e volontari stanno facendo tutto il necessario per monitorare e assistere alla possibile schiusa visto che avvicina il conto alla rovescia. Domenica scorsa doppio controllo sue due nidi e sopralluogo per fissare le date. Ed avviata la richiesta ai Comuni per le cupole serra.
Tra le sorprese di questa estate 2023 il un nido di tartaruga marina sulla spiaggia di a Vada. Adesso?
«Deposto il 5 agosto – risponde Luana Papetti responsabile scientifica di tartAmare – data di previsione della schiusa in base ai valori termo metrici è da far scattare da subito fino al 23 ottobre. Qui la sabbia è molto fine: purtroppo potrebbe non essere idonea perché si compatta con grande facilità. Per questo temiamo le perturbazioni e il freddo. I valori sono già più bassi anche rispetto alla situazione di Rimigliano dove sono al limite. A San Vincenzo – spiega Papetti – dove il nido è stato individuato all’altezza della pizzeria Al Tramonto il 15 agosto la data di previsione va dal 13 al 28 ottobre...se non scendono le temperature. Per questo proponiamo ai due Comuni la realizzazione di una cupola sui nidi, una specie di serra. Struttura che li protegga dal raffreddamento e dall’eventuale pioggia. Perturbazioni sono attese per il prossimo fine settimana. Abbiamo chiesto autorizzazioni e aiuto alle amministrazioni». Le cupole costano circa 200 euro ciascuna. «Se riusciamo – sottolinea Papetti – sarà un esperimento importante già andato a buon fine a Pesaro. Importante salvare le ultime fasi di sviluppo degli embrioni. Fino a questo momento le temperature all’interno sono state buone». Le piccolette potrebbero essere vive, vitali ma poi non ce la farebbero a uscire dall’uovo. «Domenica scorsa – conferma Luana Papetti – al controllo fatto sia a Vada che a Rimigliano le uova si presentavano bene. È cominciata la massima allerta e c’è grande collaborazione dei volontari in vista della possibile schiusa sia da parte del Wwf Livorno che dalla Pro Loco di Vada per assicurare intanto almeno 4 - 5 passaggi al giorno. Con la cupola ci sarà da controllare dentro. Ma è necessario mantenere adeguata la temperatura di incubazione».
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