Guardistallo, Riparbella e Santa Luce: ecco i borghi piccoli e bellissimi dove la stagione non finisce
Si continuano a registrare le presenze di italiani e stranieri a discapito del mare
CECINA. Stagione estiva che sembra non essere ancora finita per i piccoli borghi che continuano a registrare presenze sia italiane che straniere a discapito della tipica settimana al mare. Anche se questi turisti hanno meno potenza d’acquisto: queste sono le sensazioni “di pancia” che ci riportano i sindaci di Guardistallo, Riparbella e Santa Luce.
«Una discreta annata per il settore turistico ricettivo, un po’ meno rispetto agli anni dopo il Covid – dice Sandro Ceccarelli, sindaco di Guardistallo – non ho ancora i dati alla mano perché la stagione non è ancora finita, ma si nota un lieve calo delle presenze globali, più che altro dovuto alla presenza tardiva della stagione, perché non dimentichiamo che il tempo non ci ha aiutato fino a metà luglio e le presenza che ci sono state e che ancora ci sono – continua – prenotano per un periodo più corto, comportamento adottato sia dagli italiani che dagli stranieri. Questo secondo me determina un problema economico anche a livello europeo. Comunque sia, la situazione è cambiata – aggiunge il sindaco -, molti turisti hanno preferito scegliere agriturismo o case vacanza sparsi nei borghi rispetto al mare: nei borghi possono vivere la tranquillità e avere a disposizione molti servizi e Guardistallo, da questo punto di vista è privilegiata con la Casa della Salute, il teatro, la biblioteca, la farmacia e un collegamento ben strutturato con i mezzi pubblici. Oltre alla buona cucina, perché stiamo continuando ad avere presenze nei bar e ristoranti, questo determina un turismo più diffuso nel borgo che nella grande città».
Problema, quello delle presenze, riscontrato dal primo cittadino di Riparbella, Salvatore Neri: «In questo 2023 si è allungata un po’la stagione, perché di turisti ce ne sono ancora: qui alcune strutture chiuderanno il 15 ottobre. Le nostre zone sono spesso frequentate dai turisti stranieri e continua ad essere così – prosegue – i nostri turisti apprezzano più il discorso dell’arte: tanti vanno a Volterra, piuttosto che al mare. Piace di più stare a contatto con la natura, in campagna. Prevalentemente sono stati stranieri, che si sono trattenuti per più tempo, anche 10-15 giorni, ma spendono meno. Dati non li abbiamo – confessa Neri -, ma questo è quello che si percepisce: i turisti non rinunciano alle vacanze, ma moderano i consumi».
«I numeri non sono né diminuiti, né aumentati – dice Patrizio Loprete, assessore con delega alla cultura e al turismo del comune di Santa Luce – ma con la differenza che i soggiorni sono stati molto più brevi: diciamo che una settimana intera è una rarità, fatta eccezione per gli stranieri che è una fetta minoritaria rispetto a quella italiana, anche se abbiamo avuto una presenza di stranieri europei, ad esempio molti polacchi. Pur senza dati a – precisa – abbiamo notato che c’è la ricerca di un turismo non di massa ma culturale, sportivo: è cresciuto moltissimo il turismo bike e e-bike ovvero turisti che vengono per girare in bicicletta ed ammirare la natura». Borghi che però devono essere sostenuti. «È chiaro che questi borghi vanno aiutati a crescere a competere – sottolinea Loprete – e purtroppo non è sempre così: per esempio del PPNR per i borghi ad alcuni sono arrivate briciole, in molti non è arrivato niente. I piccoli comuni hanno sempre bisogno di essere aiutati – spiega – se ne fanno tutti un vanto con poco supporto. La Regione Toscana devo dire che fa tanto, molto, ma da parte del governo, parlando del PNRR, non è arrivato quasi nulla. Ci vogliono infrastrutture perché oggi il turista vuole la bellezza, ma anche servizi: la comodità, vuole stare in un posto dove stare agevolmente e trovare strutture confortevoli: questo mette sotto stress le amministrazioni pubbliche e l’operatore commerciale che deve sempre essere aggiornato per stare dietro al mercato. Bisogna aiutarsi – conclude – per poter essere competitivi rispetto alle offerte che ci sono, in Italia e nel mondo».
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