Gioco
Furto e rapina al Cavallino Matto, ladri a segno nel cuore della notte
Il titolare: «Invito tutti a essere più accorti e segnalare alle forze dell’ordine»
CASTAGNETO. Malviventi di notte al parco divertimenti Cavallino Matto a Marina di Castagneto. Sono in quattro. Tutti hanno il viso coperto dal passamontagna. Si muovono senza incertezze e da come lo fanno sembrano aver studiato il colpo nei dettagli. Piede di porco, cacciavite e martello sono gli attrezzi da scasso con cui mettono a segno il furto. Gli stessi usati per minacciare uno degli addetti del parco, che se li trova faccia a faccia, e rapinarlo.
L’episodio fa il paio con una serie di colpi messi a segno negli ultimi mesi ai danni di attività commerciali e privati in terra castagnetana e lungo la costa degli etruschi. C’è un clima di allerta. Si moltiplicano i racconti. Il fenomeno registra un’inedita accelerazione sul territorio di Castagneto Carducci. E nasce da questo stato d’animo la volontà del proprietario parco divertimenti Riccardo Manfredini di rompere la cortina della riservatezza e rendere pubblico quanto accaduto. «Le persone devono essere informate, conoscere quel che sta accadendo – dice Manfredini – . È un modo per essere tutti più accorti e se vediamo qualcosa di strano segnalarlo alle forze dell’ordine».
È notte fonda. Le telecamere del parco divertimenti che riprendono i malviventi in azione segnano l’una e mezzo di notte. Sono in quattro. Tutti hanno il viso coperto da un passamontagna. Si muovono senza incertezze. Sembrano aver studiato tutto nei minimi dettagli.
In tre mettono a segno il colpo. Un altro fa il palo, controlla che non vi siano imprevisti. C’è una circostanza che gioca a favore dei malviventi. Per una dimenticanza il sistema di allarme non è inserito. Entrano nel ristorante-pizzeria e nei due bar e arraffano i fondi cassa. Forzano anche le gettoniere di alcuni giochi all’interno del parco. Ma non si accontentano. Puntano dritti verso l’area attigua al parco divertimenti dove si trovano alcune abitazioni.
Su alcuni dettagli di quanto accaduto c’è il velo della riservatezza per non compromettere le indagini in corso, che sono affidate ai carabinieri. E per scelta di Manfredini a tutela dei protagonisti della vicenda.
C’è chi si trova faccia a faccia con i ladri. Ha giusto il tempo di affacciarsi da una finestra per capire l’origine dei rumori che gli arrivano da fuori. I malviventi forzano la porta e lui se li trova di fronte. In mano hanno gli attrezzi che poco prima hanno usato per scassinare le casse. Adesso sono impugnati con fare minaccioso. L’involontario protagonista ha la freddezza di non fare gesti avventati. Resta illeso, ma con addosso un senso di violazione e di impotenza che non riesce ad andare via.
Al furto si aggiunge l’aggravante della rapina. I ladri si fanno consegnare i contanti, altri oggetti di valore e le chiavi dell’auto. Scappano, facendo perdere le loro tracce. L’auto viene ritrovata abbandonata, in un luogo che non è stato reso noto, nell’arco di un paio di ore. Sul caso stanno indagando i carabinieri e non è l’unico su cui sono chiamati a fare luce tra quelli messi a segno negli ultimi mesi. Quel che è certo non si è trattato di un’azione di improvvisati. Anche per questo le indagini sono serrate.
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