Il Tirreno

La protesta

Cecina, chiude la piscina della Piramide: al suo posto un centro diagnostico

di Gabriele Buffoni
Cecina, chiude la piscina della Piramide: al suo posto un centro diagnostico

A fine ottobre l’addio, raccolta firme tra i clienti: «Resti il nuoto libero». Il progetto targato Salus prevede un polo medico abbinato allo sport e al benessere e che porterà posti di lavoro

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CECINA. La protesta dei clienti è scattata non appena la voce ha iniziato a farsi insistente. E in pochi giorni, negli spogliatoi e nella bacheca della palestra Piramide di Cecina, sono state raccolte già un centinaio di firme. Tutte contro la chiusura completa della piscina dell’impianto prospettata al termine dell’attuale gestione, fissato per il 30 ottobre. Dal giorno successivo infatti – come confermano gli stessi gestori della Piramide – gli spazi attualmente occupati da palestra e piscina passeranno sotto l’egida di Salus Toscana, la società che detiene la proprietà di vari centri diagnostici in tutte le Valli Etrusche (anche a Piombino, San Vincenzo e Rosignano) e che a Cecina ha la propria sede proprio al secondo piano del palazzo dove è presente la palestra.

«Siamo disperati – racconta Donatella Cacciarini, portavoce della protesta dei clienti dell’impianto – capiamo che su una questione tra privati abbiamo ben poca voce in capitolo, ma per le tante persone che frequentano la palestra e la piscina si verrà a creare un notevole disagio: oltre al nuoto libero si ritroveranno senza un servizio le decine e decine di persone che frequentano i corsi tra cui anche molte persone anziane che non possono rivolgersi altrove». Anche perché la piscina comunale è ancora chiusa per lavori (dovrebbero terminare a ottobre) e «noi non sappiamo più dove andare – commenta Cacciarini – la piscina più vicina è alla Mazzanta, ma molti non hanno possibilità di raggiungerla e perderanno così l’accesso a un servizio. E tanti clienti che hanno l’abbonamento misto palestra e piscina stanno già pensando di non rinnovarlo più».

Ma cosa sorgerà negli spazi oggi occupati dalla Piramide? «Stiamo portando avanti la fase progettuale ormai da un anno – spiega il dottor Antonio Risecchi, uno degli amministratori di Salus Toscana – e per quanto di concreto non ci sia ancora niente, la nostra intenzione è quella di creare un centro di eccellenza che unisca medicina diagnostica, prevenzione e sport. Un unicum sul territorio: per trovarne uno simile – spiega – bisogna guardare al centro di San Rossore». L’investimento di Salus sarebbe particolarmente ingente. «Si tratta di portare attrezzature di ultima generazione per circa 3,5 milioni di euro, e riconvertire la piscina in un’ottica mirata alle attività riabilitative investendo centinaia di migliaia di euro. Questo porterebbe anche opportunità di lavoro: valutiamo di passare dalle attuali 2.500 prestazioni mensili a quota 4mila prestazioni al mese, creando opportunità concrete anche per nuove professionalità perché andremmo a raddoppiare i nostri attuali 25 addetti».

In questo progetto la palestra «risulta perfetta già così com’è, perché Piramide ha sempre avuto un concept legato al benessere che si sposa perfettamente con quello che vogliamo portare avanti noi di Salus. Incrementeremo solamente i servizi unendo allo sport la nostra competenza diagnostica e di prevenzione. Sulla piscina – chiarisce – ci dispiace che le persone, molte delle quali sicuramente sono già anche nostri clienti, vedano questo progetto come una privazione: mantenere una piscina aperta così com’è rappresenta anche una questione di costi insostenibili per qualunque imprenditore. Non siamo noi a chiuderla – sottolinea – Salus anzi investirà per consegnare al territorio un centro di eccellenza».


 

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